Shopping nelle ore di lavoro, medico e assistente sociale licenziate dalla Asl di Teramo per assenteismo

Shopping nelle ore di lavoro, medico e assistente sociale licenziate dalla Asl di Teramo per assenteismo
di Teodora Poeta
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Domenica 8 Agosto 2021, 10:21 - Ultimo aggiornamento: 10:23

Timbravano il cartellino, ma poi uscivano a fare shopping. Sono state licenziate in modo drastico le due presunte assenteiste della Asl di Teramo, il medico 61enne Lorena Prosciutti e l’assistente sociale 65enne Liliana Di Nicola, indagate dalla procura lo scorso maggio. Il provvedimento, firmato dal direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, è stato deliberato il 29 luglio con decorrenza dal giorno successivo al termine del procedimento disciplinare scattato proprio in seguito all’inchiesta della magistratura.

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Un licenziamento senza preavviso che ora verrà impugnato, così già preannuncia il difensore delle due donne, l’avvocato Gennaro Cozzolino. Per la Asl, però, il rapporto andava interrotto alla luce dell’autonomia del procedimento disciplinare rispetto a quello penale ancora in corso. Un procedimento, quest’ultimo, per il quale sarebbe già stata firmata la chiusura delle indagini preliminari, non ancora notificata al difensore. Si parla di una truffa e di false attestazioni attraverso le quali le due indagate, ora licenziate dalla Asl, si sarebbero assentate dal posto di lavoro in più occasioni per andare a fare acquisti. Ma secondo il loro difensore, l’avvocato Cozzolino, quelle spese erano per i loro assistiti, tutti pazienti della Rsa psicogeriatrica di Casalena dov’erano in servizio la dottoressa Prosciutti e l’assistente sociale Di Nicola.

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A svolgere le indagini, su delega del pm Davide Rosati, sono stati i carabinieri del Nucleo operativo i cui accertamenti hanno portato gli inquirenti a sostenere che tra medico e assistente sociale ci fosse un accordo in modo tale da far filare tutto liscio che prevedeva, in caso di ritardi o dimenticanze da parte di una delle due, che fosse l’altra ad avere la disponibilità dei tesserini per beggiare, in modo da provvedere e far risultare la presenza al lavoro di entrambe. Proprio grazie alle telecamere nella Asl e ai Gps nelle auto di entrambe, i carabinieri sono riusciti ad accertare che in diverse occasioni Prosciutti e Di Nicola, subito dopo aver timbrato il loro ingresso nella struttura, si sarebbero allontanate per andare a fare spese per poi rientrare al lavoro dopo diverse ore, senza alcuna traccia della loro assenza.

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Lo scorso maggio entrambe le ormai ex dipendenti della Asl furono sospese dal lavoro per tre mesi e nei loro confronti scattò anche il sequestro preventivo di circa 5mila euro complessivi corrispondenti alle somme indebitamente percepite: 3.972,24 euro per Prosciutti per complessive 81 ore e 1.073,05 euro per Di Nicola per complessive 55 ore e 6 minuti. Il periodo di osservazione è compreso tra gennaio e febbraio di quest’anno, motivo per cui il difensore ha sostenuto che, in piena pandemia, le indagate, ma soprattutto l’assistente sociale, provvedevano alla spesa e ai beni necessari per le esigenze quotidiane dei loro pazienti anche su mandato dei familiari. E’ chiaro che adesso sia il ricorso per il licenziamento, così come preannunciato, sia il procedimento penale andranno avanti e poi tutto si deciderà nelle rispettive sedi di competenza.
 

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