Asl, si indaga per assenteismo: sospesi medico e assistente

Asl, si indaga per assenteismo: sospesi medico e assistente
di Teodora Poeta
3 Minuti di Lettura
Martedì 18 Maggio 2021, 09:50

TERAMO - In tempi di Covid, mentre la Asl si affretta a rafforzare le proprie strutture per far fronte alle vaccinazioni e a tutte le problematiche legate alla pandemia, c'è chi, invece, pensa a fare shopping in ore lavorative. Sono stati gli uomini del Nucleo investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri ad aver condotto, nei mesi scorsi, una lunga attività di indagine che ha portato a scoprire due dipendenti assenteiste della Asl, da ieri sospese per tre mesi dal lavoro così come da misura chiesta ed ottenuta dal pm titolare del fascicolo, Davide Rosati.

Si tratta della dirigente medico 61enne in servizio a Casalena Lorena Prosciutti e dell'assistente sociale 65enne Liliana Di Nicola, indagate adesso in concorso per truffa ai danni dello Stato e alterazione del sistema informatico previsto dalla legge Brunetta. Contestualmente il gip Lorenzo Prudenzano, che ha emesso la misura interdittiva, ha anche disposto il sequestro di un totale di circa 5mila euro, corrispondenti alle somme che sarebbero state percepite illecitamente dalle due dipendenti.

SEGNALAZIONI
Per arrivare a loro, dopo numerose segnalazioni che riguardavano una serie di disservizi nella struttura della Asl dove entrambe lavorano, così come gli stessi carabinieri confermano, i militari hanno utilizzato videocamere e sistemi di rilevamento Gps, ovviamente tutto a loro insaputa e dei loro colleghi, per monitorare cosa accadeva all'interno ed all'esterno di quella struttura sanitaria.

Dopodiché sono bastate poche settimane per comprendere che la dirigente medico e la sua collega assistente sociale «si assentavano sistematicamente dai rispettivi posti di lavoro per dedicarsi ad attività private, creando numerosi disservizi», è quanto scrivono i Carabinieri in un comunicato stampa.


Gli accertamenti sono stati condotti dallo scorso dicembre fino ad aprile. Le due dipendenti, a quanto pare, avevano una gestione del proprio lavoro abbastanza libero con entrate in ritardo e pause per lo shopping.

Tutto questo senza che nulla risultasse dal cartellino. Gli accertamenti hanno portato gli investigatori a sostenere che tra medico e assistente sociale ci fosse un accordo in modo tale da far filare tutto liscio che prevedeva, secondo questa ipotesi da accertare, che nel caso di ritardi o dimenticanze da parte di una delle due fosse l'altra ad avere la disponibilità dei tesserini per beggiare, in modo da provvedere e far risultare la presenza al lavoro di entrambe. Proprio grazie alle telecamere i carabinieri sono riusciti ad accertare che in diverse occasioni la Prosciutti e la Di Nicola subito dopo aver baggiato il loro ingresso nella struttura, si sarebbero allontanate per andare a fare spese per poi rientrare al lavoro dopo diverse ore, senza alcuna traccia della loro assenza.

RISULTANZE
«Le risultanze investigative, corredate dei dati tecnici dei Gps e delle immagini delle videocamere, sono state consegnate, debitamente compendiate in una corposa nota, al pm titolare dell'indagine che, visti i fatti, ha richiesto al gip l'emissione di due misure nei confronti delle dipendenti pubbliche», si legge nel comunicato. Lo scorso 10 maggio il gip ha proceduto all'interrogatorio delle indagate e ieri ha emesso le misure interdittive della sospensione da un pubblico ufficio per la durata di tre mesi e il sequestro delle somme.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA