Pasotti: «L'Aquila può diventare un simbolo di rinascita»

Lunedì 3 Maggio 2021 di Daniela Rosone
Pasotti: «L'Aquila può diventare un simbolo di rinascita»

L'AQUILA - La riapertura del Teatro Comunale a via Verdi e la creazione di un circuito abruzzese di teatri o magari in collegamento con altre regioni perché l'unione fa la forza e oggi più che mai. Ne è convinto il direttore artistico del Teatro Stabile d'Abruzzo Giorgio Pasotti che cita questi due obiettivi tra i tanti da perseguire sotto la sua direzione, non facili forse ma molto ambiziosi.

L'imminente riapertura del teatro, nel Ridotto per il momento, con la prima nazionale di Alza la Voce il 6 maggio fornisce lo spunto per una riflessione sul momento attuale, per tracciare anche una linea nel percorso che si è fatto finora.

«Siamo entusiasti e felicissimi- racconta Pasotti - ma al tempo stesso emozionati perché sembra di vivere il primo giorno di scuola dopo le vacanze, forzate in questo caso. C'è grande voglia di lavorare, di risalire sul palcoscenico e di rincontrare il pubblico perché è questo rapporto che nutre gli artisti, gli attori, e il pubblico stesso. Un rapporto che si nutre a vicenda che è mancato veramente da troppo tempo».

Con il Tsa però il direttore Pasotti ha fatto una scelta sin dall'inizio, una scelta chiara e netta. Quella di non fermarsi. E così è nato il progetto L'Arte non si ferma che ha portato il teatro, grazie alla tv, dentro le case degli abruzzesi.

«Io non ho mai voluto fermare i lavori a differenza di altri stabili - afferma - proprio perché ho considerato questo come un periodo di grande urgenza e come tale ho pensato subito a tutte quelle persone che erano seriamente in difficoltà, per cui abbiamo dato vita al progetto. Siamo tutti orgogliosi di questo, non solo dell'idea, ma al tempo stesso del successo che ha avuto e dell'impatto su tutto un mondo, quello teatrale, che sta lentamente un po' copiando questo modo di lavorare che, evidentemente, ha dato i frutti sperati. Come direttore artistico non vedo l'ora di progettare e produrre spettacoli pensati per un pubblico non solo abruzzese. Abbiamo obiettivi ambiziosi da raggiungere, tra questi cito la riapertura del teatro e un circuito abruzzese di teatri o magari in collaborazione con altre regioni».

Pasotti ha sogni, idee vincenti ed entusiasmo: vuole percorrere con il Tsa strade inesplorate per alzare un po' l'asticella, spiega, e creare occasioni di lavoro e progetti che finora non stati fatti per vari motivi. La pandemia ha creato un blocco, ma alla ripartenza ha generato anche grande voglia di ricominciare.

«Tutti hanno voglia di fare - dice - di mettersi in moto. Quindi c'è un terreno fertile per fare tante cose buone. L'Aquila? L'ho sempre considerata e la considero un simbolo di rinascita e considero questa ripartenza una rinascita che deve partire dalla cultura, credo che L'Aquila con il suo Tsa possa essere un vero simbolo. Quale migliore città, quale migliore gente degli aquilani possono essere eletti a simbolo di una rinascita culturale? È un piacere cavalcare l'entusiasmo, spinti anche dalle autorità locali che stanno aiutando e spingendo a portare avanti la cultura, per far sì che faccia da fondamenta a un nuovo inizio. Con L'Aquila è un rapporto produttivo, spero che questa parola non venga disattesa».

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