Palpeggia una ragazzina sul bus, rischia il linciaggio da parte del padre

Palpeggia una ragazzina sul bus, rischia il linciaggio da parte del padre
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Dopo essere stato denunciato ha rischiato di essere picchiato dal papà di una delle ragazzine che lui avrebbe palpeggiato sull’autobus. Quel giorno, però, il genitore è riuscito a fermarsi e a controllare la sua rabbia. Ora l’uomo, albanese 52enne, residente a Giulianova, quel genitore e altri se li ritroverà in aula perché ieri è stato rinviato a giudizio con la pesante accusa di violenza sessuale anche su minori.

Tutto è avvenuto sugli autobus che le ragazzine prendevano per tornare a casa da scuola. E’ lì che il 52enne avrebbe approfittato della loro distrazione per allungare le mani e palpeggiarle, in un’occasione, come si legge nel capo d’imputazione in riferimento all’unica maggiorenne, una 19enne, le ha infilato la mano tra le gambe «toccandole ripetutamente le parti intime mentre infilava l’altra mano nei propri pantaloni, toccandosi». Questo lo scorso 30 marzo. Ma ci sono altri due episodi di cui adesso l’albanese 52enne dovrà rispondere a processo, le cui parti offese sono una 16enne e una 15enne. Anche loro viaggiavano sull’autobus quando per caso hanno incrociato l’uomo e hanno sentito la sua mano sul proprio corpo. Entrambe con coraggio lo hanno raccontato a casa, in lacrime, e non si sono vergognate di dirlo ai propri genitori, facendo così scattare le denunce.

Sono stati i carabinieri, grazie alle descrizioni fatte proprio dalle giovani vittime, ad identificare l’uomo che ora è imputato e che nell’immediatezza dei fatti era sempre riuscito a dileguarsi. Saliva su autobus affollati e si sedeva accanto a ragazzine che, stanche, nel tragitto tra scuola a casa poteva succedere che si addormentassero. Ma quando poi sentivano quella mano addosso, scattavano e cercavano di capire di chi fosse. Secondo l’accusa alla 16enne le avrebbe palpeggiate inserendo le mani nello spazio tra i sedili, mentre alla 15enne le avrebbe messo prima la mano sulla coscia destra e poi si sarebbe iniziato a toccare le proprie parti intime. Comprensibile la reazione del genitore che quando lo ha incontrato per strada a Giulianova, in un momento di rabbia, ripensando a quei fatti, ha tentato di aggredirlo, ma poi si è fermato. E’ riuscito a controllarsi e a capire che non valeva la pena perché sarebbe stata la magistratura a seguire il suo corso con l’indagine penale già in corso. Per il 52enne, difeso dall’avvocato Tulliola Aloè, è scattata poi una misura di divieto di dimora a Giulianova ancora in corso.

Giovedì 21 Novembre 2019, 09:21
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