Ferrovie: l'Abruzzo interno in cerca di conferme e dal Lazio la spinta a rilanciare la Avezzano-Roccaseca

Convoglio in arrivo ad Avezzano in inverno
di Pino Veri
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Sabato 9 Maggio 2020, 12:31

C’è una larvata contestazione che parte da Sora a firma del Comitato ”Salviamo la Avezzano Roccasecca” che, pur esaltando le ultime decisioni riguardanti le opere ferroviarie laziali con specifico riferimento alla «direttrice attuale Cassino- Frosinone su Roma (non su Napoli)» ritiene di aver «notato anche un certo abbandono al suo destino della Avezzano-Roccasecca».

La ferrovia in questione, che supera dislivelli notevoli collegando l’altopiano marsicano alla Ciociaria si snoda tra l’altro attraverso la stupenda galleria elicoidale di Capistrello, vera opera ingegneristica o, come spesso affermano i tecnici ”opera d’arte” e tra paesaggi montani mozzafiato. Lo stesso lessico messo in campo a proposito della Pescara - Roma che transita su ponti antichi che hanno resistito impavidi a scosse storiche, nevicate e vario maltempo.

Dicono da Sora: «Nell’immediato, notiamo ancora una volta come le scelte politiche e commerciali tengono fuori dai giochi la zona Sud Est della Regione ed il suo fondamentale collegamento con il vicino Abruzzo. Eppure, la nostra ferrovia, anche in questo rinnovato contesto di interesse al vettore ferroviario (ancor più rafforzato dal fatto che, in questo particolare contesto storico, il treno più dell’autobus è in grado di garantire le distanze imposte) può dire la sua: oltre ad essere un naturale sbocco verso sud (e quindi verso Napoli), la ferrovia è l’unico mezzo che ad oggi consentirebbe agli abitanti della Valle Roveto, con i dovuti investimenti ed accorgimenti, di raggiungere le stazioni ciociare servite dalla Alta Velocità (Cassino interamente in treno, Frosinone con integrazione ferro/gomma e rottura di carico a Sora).

Il potenziamento della Avezzano-Sora-Roccasecca-Cassino è un sicuro e concreto vantaggio per il cassinate ed i suoi poli di aggregazione (Tribunale, ospedale, Università, ecc.) La zona da Sora ad Avezzano sarebbe un buco nero dei trasporti e dei raccordi più efficienti e moderni. Il Comitato, che da sempre si batte perché la linea, riaperta nel 2014, sia finalmente oggetto di attenzione da parte delle forze politiche al governo delle due Regioni interessate darà come sempre ha dato appoggio a tutti coloro, a prescindere dal colore politico, che sosterranno e consentiranno di ottenere concreti miglioramenti dell’attuale servizio».

Mentre l’Abruzzo interno e la Marsica dormono sonni antichi adagiandosi sulle promesse mai mantenute le rivendicazioni e gli avvertimenti vengono dal Lazio. Intanto la Pescara - Roma è messa tra le opere prioritarie da realizzare nel post-Covid dal governo ma i tecmici non spiegano ancora come superare le alture interne in primis Colli di Monte Bove e la sua galleria centenaria. Come pasare oltre quella salita? Semplice: lasciandolo com’è e raddoppiando (eventualmente) i binari da Roma a Carsoli e da Sulmona a Pescara.

 La Marsica? L’ultimo a porre il problema fu Luigi Lusi, parlamentare della Margherita in una accesa conferenza stampa tenutasi nell’atrio della stazione di Avezzano. Il potenziamento ferroviario delle zone interne dell’Abruzzo, come sospettano i firmatari del Comitato per la difesa della Avezzano Roccaseca rischia di concludersi come la campagna di Russia di Napoleone Bonaparte, partita con formidabili auspici e finita in una catastrofe
Pino Veri

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