Dispersi Velino, tornano in quota unità cinofile: approfondimento su area sensibile

Una unità cinofila
di Stefano Dascoli
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Giovedì 18 Febbraio 2021, 17:48 - Ultimo aggiornamento: 17:51

L’AQUILA - Quella di domani potrebbe essere una giornata importante sul fronte delle ricerche dei quattro dispersi dal 24 gennaio scorso sul Monte Velino: Valeria Mella e il fidanzato Gianmarco Degni, 26 anni, Gian Mauro Frabotta, 31 anni, Tonino Durante, 60.

Se sarà confermato il piano delle operazioni concordato nel corso dell'ultimo vertice tecnico che si è svolto al campo base di Forme, infatti, in quota, a valle Majelama, torneranno le unità cinofile. Con uno scopo ben preciso: tornare su uno dei punti che erano già stati ispezionati all'inizio delle ricerche, nella parte alta della valle, a ridosso del Colle del Bicchero che, secondo le testimonianze raccolte, avrebbe dovuto essere la meta degli escursionisti. 

Si tratta di una delle aree considerate interessanti nelle quali le unità cinofile avevano fiutato alcune tracce che avevano spinto gli operatori a scavare nel manto nevoso per diversi metri di profondità. Purtroppo a vuoto.

Il tentativo che sarà fatto domani è quello di spostare leggermente il raggio d’azione più in basso rispetto a quel punto per capire se le deboli tracce fiutate dai cani possano provenire in realtà da un'area vicina.

Si è arrivati a questa determinazione nel corso delle analisi minuziose e dettagliate che sono andate avanti negli ultimi giorni contrassegnati dal maltempo.

Al momento non c'è alcun elemento concreto che possa far propendere per una possibile svolta nelle operazioni, ma i soccorritori non vogliono lasciare nulla di intentato.

Le difficoltà sono comunque tante perché l'area da approfondire, come del resto tutta la valle, è sommersa da uno strato di neve che raggiunge anche i 10-12 metri. Significa dover scavare a mano nel ghiaccio, peraltro in uno scenario che continua essere contrassegnato dall'elevato rischio valanghe.

Ecco perché domani mattina, così come si è fatto oggi, i soccorritori saliranno in quota, con l’ausilio degli elicotteri, nelle primissime ore e termineranno le operazioni intorno a mezzogiorno e mezza.

Anche oggi le squadre sono salite facendo grande attenzione al rischio di distacchi nervosi con controlli mirati e personale dedicato alla cosiddetta sorveglianza della neve.

Sono state effettuate anche delle misurazioni specifiche per capire se il caldo degli ultimi giorni possa aver abbassato il manto nevoso.

Controlli con il contributo dei tecnici Meteomont abilitati proprio alla valutazione del rischio valanghivo. Non è escluso che nei prossimi giorni si possa decidere di entrare nella zona della valanga da un altro versante, quello di Ovindoli.

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