LUCA PARMITANO

Samantha Cristoforetti, due record e penuria di calzini per il prolungamento della missione sulla stazione spaziale internazionale Iss

Venerdì 8 Maggio 2015 di Paolo Ricci Bitti
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Per Samantha Cristoforetti un paio di record internazionali, molta felicità e una fastidiosa penuria di calzini – sì, i “pedalini” - genere di prima necessità per gli astronauti della stazione spaziale internazionale.

Il prolungamento della missione Futura dal 14 maggio all11 giugno non suscita solo una contagiosa, per quanto prevedibile, allegria nella prima astronauta italiana che resterà un mese supplementare sull’Iss per colpa (o grazie) della decisione dell’agenzia spaziale russa Roscosmos di rivedere i dettagli dei lanci dei vettori Soyuz dopo la debacle della navetta Progress, disintegratasi al rientro in atmosfera dopo il mancato aggancio con la stazione.

I RECORD

E’ che adesso il curriculum vitae della Cristoforetti diventerà ancora più luccicante. Intanto il primato nazionale di genere (che lei, prima italiana in orbita, non vuole nemmeno sentire nominare) passa decisamente in secondo piano rispetto al record di permanenza continuata nello spazio che le permette di scavalcare Luca Parmitano, Roberto Vittori e Paolo Nespoli, i tre dei sei astronauti italiani che hanno preceduto la Cristoforetti in missioni di lunga durata. Con i 200 giorni (ammesso che torni a Terra l’11 giugno, ma la data sarà confermata solo la prossima settimana) diventerà l’astronauta italiana nonché europea protagonista della missione più prolungata.

Di più: sorpasserà anche, sempre in fatto di permanenza continuata, anche l’americana Sunita Williams, arrivata a quota 195 giorni. E in questo caso si tratta di record assoluto, mondiale si potrebbe dire dimenticando che si tratta di questioni extraterrestri. Di più ancora: quei 200 giorni varranno il terzo posto tra le 58 donne finite finora nello spazio, ma le prime due hanno avuto bisogno di ben 5 missioni ciascuna per sommare 223 giorni (Shannon Lucids, Usa) e 210 giorni (Susan Helms, Usa). Insomma, una seconda missione e Samantha strapperebbe facilmente anche quest’altro record assoluto.

Lontano – se vi fosse venuta la curiosità – il record maschile con un’unica missione: 438 giorni per il russo Valery Poliakev.

Di certo, però, alla Cristoforetti questi primati non interessano granché, vedrete quando glielo chiederanno una volta a Terra, ma invece per l’Agenzia spaziale italiana, per l’Agenzia spaziale europea e per l’Aeronautica militare italiana (la Cristoforetti è capitano pilota) si tratta di conferme ulteriori dell’efficacia del lavoro svolto in questi anni per rafforzare la posizione dell’Italia nel ristretto club delle potenze dello spazio.

FELICITA'

“Sono felice di poter restare un altro mese su un vascello fantastico come l’Iss dove c’è sempre tantissimo lavoro da fare. Non avrei potuto avere un regalo più bello. Arrabbiata? Ma no, il contrario. Mi sento invece fortunata e privilegiata di poter continuare questa esperienza al servizio della comunità scientifica internazionale”, ha detto Samantha Cristoforetti in collegamento con l’ Expo per il convegno dei capi di stato maggiore europei. Comunità scientifica che sa bene quanto vale il lavoro degli astronauti per accelerare il progresso della tecnologia in ogni settore.

Figuriamoci poi se una come la Cristoforetti poteva pensare anche solo per un istante che, insomma, dietro questo supplemento di permanenza sull’Iss, c’è il ko del tutto anomalo della missione della capsula cargo Progress, non troppo dissimili, nell'aspetto, alle Soyuz che traghettano gli astronauti tra la stazione internazionale e la Terra.

CALZINI

Epperò c’è sempre un prezzo da pagare: proprio perché previdente, l’astronauta italiana aveva raccontato di avere abbondato nella scorta di calzini nel ridottissimo bagaglio personale che viene concesso agli inquilini dell’Iss. Ryanair, per dire, in questi casi è molto più generosa: parliamo di un trolley contro una scatola da scarpe. E adesso ci sono da affrontare quattro settimane extra, ovvero almeno, a stare stretti, altre otto paia di calzini. Pare infatti che, anche per la mancanza della possibilità di fare il bucato sulla stazione internazionale, i pedalini, meglio se un po’ pesanti, rappresentino un bene prezioso sia per le attività diurne sia per le notti passate nel sacco a pelo che fluttua. Ossia, le scorte alimentari e di energia sulla stazione sono sempre al di là di ogni preoccupazione, ma di calzini in orbita non ce ne sono mai troppi.

Allora, magari non saranno della stessa misura, ma forse Samantha potrebbe farsene prestare qualcuno da Scott Kelly, l’americano da poco arrivato sull’Iss per trascorrervi un anno intero.

Ultimo aggiornamento: 10 Giugno, 12:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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