Ladre alla stazione Termini di Roma, arrestate e già libere

Venerdì 25 Luglio 2014 di Michela Allegri
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Dopo aver afferrato le valigie con la forza, e averle trasportate fino al binario che ospita un treno in partenza, fanno scattare il ricatto: «Questo servizio costa 20 euro, altrimenti le borse ce le teniamo noi». A farla da padroni, alla stazione Termini, sono bande di delinquenti che si organizzano per tenere sotto scacco turisti e pendolari e che, con la minaccia, pretendono di essere pagate per servizi non richiesti.

Non ci sono solo i gruppetti di stranieri che, piazzati davanti alle macchinette Frecciarossa e a quelle dei ticket della metro, vogliono il pizzo in cambio di un aiuto per fare il biglietto. Ma ci sono anche quelli che, improvvisandosi facchini, abbindolano i viaggiatori, li scortano fino al vagone del treno e poco prima della chiusura delle porte chiedono, con violenza, lo scotto. È un vero e proprio racket, quello degli aiuti a pagamento dello scalo ferroviario più grande d'Italia. E anche se i malfattori vengono acciuffati e ammanettati, in meno di 24 ore tornano in libertà, come previsto dalla legge, gravati da misure cautelari morbide come l'obbligo di firma, che non impedisce loro di tornare a delinquere. I casi denunciati e sanzionati sono innumerevoli.

​LA TRAPPOLA

Solo pochi giorni fa, sul banco degli imputati del tribunale di Roma, c'erano due giovani ragazze rom accusate di estorsione e furto con strappo. Hanno agganciato una coppia di turisti americani diretti a Firenze, visibilmente in difficoltà ad orientarsi all'interno della stazione Termini. Si sono avvicinate, hanno preso in custodia le loro valigie e li hanno accompagnati al binario, oltretutto sbagliato: li hanno indirizzati verso un treno diretto da tutt'altra parte. Quando i turisti sono saliti sul vagone, le rom hanno preteso di essere pagate, minacciando di non caricare i bagagli sul mezzo in partenza. La coppia, presa alla sprovvista, ha offerto una mancia di 10 euro. Ma era troppo poco. Appena uno degli americani ha messo mano al portafoglio e ha tirato fuori una banconota da 20 euro, le rom gliel'hanno strappata dalle dita e sono fuggite via. I turisti, spaventati, si sono rivolti alle forze dell'ordine e le due romene sono state individuate in poco tempo.

IL PROCESSO

Arrivate sul banco degli imputati, sono state processate per direttissima. L'unico reato contestato, però, è stato il furto: gli elementi raccolti, l'assenza di testimonianze precise e la dinamica confusa in cui si sarebbe svolta la vicenda, non hanno consentito di formulare l'accusa di estorsione. Tenendo conto del fatto che entrambe le ragazze hanno una sfilza di precedenti di polizia, ossia segnalazioni mai scaturite in arresto, e che tutti riguardano molestie avvenute nel perimetro di Termini, il pm d'udienza, Mario Pesci, ha chiesto per le imputate la custodia cautelare in carcere o, in sostituzione, il divieto di dimora nel comune di Roma. Il giudice, però, ha optato per una soluzione più morbida: una delle arrestate, l'unica con la fedina penale appesantita da una condanna passata, è stata sottoposta all'obbligo di firma; l'altra, incensurata, è stata rimessa in libertà.

Ultimo aggiornamento: 26 Luglio, 19:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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