Giornata delle forze armate, Mattarella: pieno sostegno ai marò. Volano le Frecce Tricolori

Sabato 21 Novembre 2015

Con la deposizione di una corona d'alloro al monumento del Milite Ignoto all'Altare della Patria da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sono iniziate le celebrazioni per il giorno dell'Unità nazionale e la Giornata delle Forze Armate. Ad accompagnare Mattarella il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, i presidenti di Senato e Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano. Le Frecce Tricolori hanno sorvolato il monumento al termine della deposizione.

«La Repubblica sa di poter fare affidamento sui suoi militari per la propria sicurezza e per sostenere la pace e la giustizia internazionale. Agli Ufficiali, Sottufficiali, graduati, militari di truppa e personale civile della Difesa esprimo l'ammirazione del Paese e il più sentito ringraziamento. Viva le Forze Armate, viva l'Italia!», ha detto Mattarella. «Ricorre quest'anno il centesimo anniversario dell'ingresso dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale - esordisce il Capo dello Stato - un conflitto che ha lacerato e devastato l'intera Europa. Il 4 novembre segna la data in cui finalmente si pose termine alla guerra che doveva coronare con Trento e Trieste il sogno risorgimentale dell'unità nazionale. Ricordiamo con rinnovata commozione il sacrificio di tanti giovani chiamati alle armi, le cui vite vennero spezzate nell'immane tragedia e le sofferenze delle popolazioni civili coinvolte negli eventi bellici».

«In questo lungo percorso le Forze Armate italiane, al servizio del Paese, hanno operato con abnegazione e valore per assicurare il mantenimento della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale, del diritto internazionale», rende merito il Presidente.

«Molti sono gli ambiti del nostro impegno nelle missioni all'estero. Tra di essi il servizio dei fucilieri di marina La Torre e Girone ai quali confermo pieno sostegno», ha detto ancora dice il presidente della Repubblica.

Ultimo aggiornamento: 5 Novembre, 10:31