Bancarotta Perfidia, assolto l'ex consigliere comunale Moltoni: «Vttoria della giustizia e della verità»

Un'aula di Tribunale
di Maria Letizia Riganelli
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Mercoledì 7 Ottobre 2020, 06:05

Bancarotta della Piano Alto srl, assolto da ogni accusa Francesco Moltoni. L’ex amministratore era finito a processo con l’accusa di bancarotta fraudolenta per il crac della discoteca Perfidia. Correva l’anno 2012. 

Ieri il collegio del Tribunale di Viterbo lo ha completamente scagionato. L’ex consigliere comunale è stato amministratore della Piano Alto, dal 30 dicembre 2011 a maggio 2012. Prima di lui, da aprile 2009 a dicembre 2011, il 46enne Alessandro Del Canuto, che per questa vicenda ha già patteggiato una condanna a un anno e otto mesi. 

Secondo l’accusa, Moltoni e Del Canuto avrebbero distratto e occultato gli incassi della gestione del Perfidia per tre anni «E’ durata 8 anni, tanto, troppo lunga l’odissea di Francesco Moltoni - afferma il difensore Samuele De Santis - un processo complicato affrontato con la mitezza che contraddistingue l’uomo e la correttezza che ha sempre contraddistinto l’amministratore pubblico. Assolto perché il fatto non sussiste e perché l’imputato non lo ha commesso. La vittoria della giustizia e della verità, la vittoria che rende merito ad un uomo per bene che non ha mai intascato una lira ed ha portato la croce fino a dieci minuti fa».

Che Moltoni con quella gestione poco limpida non c’entrasse lo aveva sottolineato anche il consulente della difesa Maurizio Rubini che in udienza aveva sottolineato: «L’imputato non può rispondere delle presunte distrazioni di fondi, in quanto fu nominato amministratore a fine dicembre e la nomina divenne effettiva il 12 gennaio e le firme in 4 banche diverse furono portate tra febbraio e marzo. Il che significa che fino ad allora non aveva alcun potere.

E in quel periodo la gestione era terminata in quanto la società era ormai decotta. L’unica cosa che si può rimproverare a Moltoni è di non aver denunciato la situazione in Procura». Un punto di vista che sembrerebbe essere stato accolto anche dal collegio giudicante. «Il Collegio - dice ancora l’avvocato - ha voluto dichiarare la totale estraneità ai fatti del mio assistito, riconoscendone la giusta amministrazione nel poco tempo che lo ha visto responsabile. Una sentenza definitiva che allontana Chicco da tutte quelle speculazioni ,anche politiche, che lo hanno sfiorato in questi anni e che lo hanno provato fisicamente e moralmente».

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