Possedeva 1.700 foto e video pedopornografici, cinquantenne condannato a 4 anni

Tribunale
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Mercoledì 19 Maggio 2021, 06:45 - Ultimo aggiornamento: 16:33

Possedeva 1.700 foto e video pedopornografici, cinquantenne viterbese condannato a 4 anni di reclusione.
Si è concluso ieri mattina il processo a Bruno Bellarosa accusato di aver scaricato, scambiato e diffuso quasi duemila file pedopornografici. Il cinquantenne, per questi fatti, nel 2015 fu anche arrestato dal compartimento di polizia postale di Roma. 

A far scattare le indagini, sei anni fa, un’amica che per un breve periodo soggiornò nell’appartamento dell’imputato. «L’ho conosciuto tramite internet - raccontò la donna in udienza -. ed era un uomo disponibile, diceva che poteva aiutarmi con mia figlia disabile. E, in effetti, mi ha aiutato, trovando una struttura per curarla qui a Viterbo. Così mi sono trasferita e per un periodo ho vissuto nella sua casa. Era così disponibile che mi ha messo a disposizione anche un pc. E qui un giorno sono saltate fuori foto porno. Ne ricordo una in particolare ritraeva un uomo nudo con davanti un bambino. Ero sconvolta e ho chiesto spiegazioni, lui mi ha detto che stava raccogliendo quel materiale per conto di un amico della polizia postale. Poi un giorno ho letto una chat parlava di adescare delle bambine alla stazione Termini e non ci ho visto più, ho spaccato il computer».

L’imputato avrebbe scritto: «Ho visto quattro ragazzine alla stazione Termini, voglio vedere se si possono agganciare». Parole pesanti che hanno portato l’amica dritta in Questura. La donna, e testimone chiave del processo, dopo aver chiesto consiglio a un amico, non solo raccontò quanto aveva visto e letto ma consegnò anche l’hard disk del pc alla polizia.

Le indagini partirono subito dopo. In pochissimo tempo la polizia sequestra anche altri supporti. 
«Abbiamo preso il computer – ha spiegato un agente della polizia postale - che usava al lavoro e quello fisso in uso all’abitazione. In tutti erano presenti video e foto porno. Principalmente scaricati tramite emule». In totale si parla di oltre 1.700 immagini. Immagini eloquenti che per gli inquirenti rappresentano una prova schiacciante. Il sostituto procuratore Michele Adragna, al termine dell’istruttoria, aveva chiesto 4 anni e mezzo.

Il difensore, avvocato Pietro Pesciaroli, ha tentato il tutto per tutto pur di evitare la sonora condanna.
Il 50enne è stato condannato a 4 anni di reclusione e a 6mila euro di multa, è stato interdetto dai giudici viterbesi per 5 anni dai pubblici uffici e in perpetuo dai luoghi scolastici o frequentati da minori. Bellarosa era stato già condannato per fatti analoghi.

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