Comune, Marini stuzzica gli alleati sulla Provincia: «Le foto con Nocchi? E' una provocazione»

Comune, Marini stuzzica gli alleati sulla Provincia: «Le foto con Nocchi? E' una provocazione»
di Massimo Chiaravalli
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Martedì 7 Settembre 2021, 11:45 - Ultimo aggiornamento: 16:03

Esce o non esce? Insieme ad Alessandro Romoli, Giulio Marini è insieme al centrosinistra in Provincia. Ma gli alleati a palazzo dei Priori hanno chiesto apertamente di dimettersi. Lui invece se ne è uscito con una nota in cui sbandiera i 450 mila euro di lavori al “Paolo Savi”. A qualcuno è sembrata una provocazione: lo era? «Certo, mica sono uno sprovveduto».

Allora Marini, lascerà la Provincia?
«Io non esco, è il partito che lo deve decidere».

Nel centrodestra non sono tutti felici dell’uscita insieme al presidente Pietro Nocchi sui lavori al “Paolo Savi”.
«Sbagliano, il partito nella sua autonomia decide quando restare o uscire: sotto pressione è difficile che prenda una decisione. Ma è stato detto che nei tempi e nei modi l’opzione sarebbe stata valutata. Nel frattempo io e Romoli facciamo il nostro dovere».

La nota con i risultati ottenuti insieme al centrosinistra è stata vista come una provocazione, lo sa?
«Lo era. Non è che io sia proprio l’ultimo arrivato. Ciò che ho fatto, l’ho fatto con cognizione di causa. Ma sono solo un consigliere comunale: tre anni fa ho fatto del tutto per evitare di essere presente nell’esecutivo».

Motivo?
«Volevo essere libero di scegliere, di fare ciò che ritenevo opportuno. Se no sarei stato tra l’incudine e il martello, come accaduto per anni. Ora posso fare ciò che voglio. E’ il mio perimetro: faccio ciò che mi interessa per la città. Cosa posso subire? Che non mi candidano più? Pazienza».

La provocazione farà arrabbiare qualche alleato ancora di più, sa anche questo?
«Sa cosa faccio io? Come dice il mio amico Paolo Muroni: nella gerarchia dei consiglieri di maggioranza, lui è il numero 21, io sono quello dopo o quello prima. Siamo numeri, non rientriamo nell’esecutivo. Poi il partito quando gli pare deciderà cosa fare della Provincia. Ma questo lo abbiamo sempre detto».

La decisione però tarda a venire, come mai?
«Chi era presente alle riunioni sa che prima avremmo presentato le liste per le comunali, poi avremmo fatto le nostre valutazioni. Il coordinamento provinciale aveva deciso all’unanimità di stare in maggioranza in Provincia: nei prossimi giorni verrà fatta la proposta allo stesso organismo, che valuterà nel merito. Poi mettere in evidenza cosa è stato fatto con quel poco che ha la Provincia non dovrebbe essere preso male: devo rendere conto alla popolazione di ciò che ho fatto per il bene dei miei concittadini».

Oltre alla lettura amministrativa, c’è quella politica.
«Ripeto: non è che non sapessi ciò che facevo, se qualcuno immaginava che fossi l’ultimo venuto evidentemente si sbagliava. E non ho neanche paura».

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