Venerdì Santo nella Tuscia: dopo due anni di stop ritornano le processioni del Cristo Morto

Orte; la processione del Venerdì Santo
di Carlo Maria Ponzi
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Venerdì 15 Aprile 2022, 07:05 - Ultimo aggiornamento: 16 Aprile, 19:44

Venerdì 15 aprile 2019: Venerdì Santo, dopo due anni di stop imposto dal coronavirus, nei borghi della Tuscia rivive la commemorazione della Passione di Cristo, riproposta con rievocazioni in costume che intrecciano devozione, tradizione popolare, spettacolo e, perché no?, marketing turistico.

Una delle rappresentazioni più antiche del Lazio si svolge (ore 21,30) a Bagnoregio, nel centro storico. L’evento è suddiviso in tre parti: quella storica, con il corteo composto da personaggi in costume d'epoca romana fedelmente ricostruiti; quella folkloristica, con le suggestive iconografie trasportate a spalla con luminarie a fiamma viva; mentre, nella parte religiosa, si potrà ammirare - oltre le confraternite - la figura fondamentale e fulcro di tutta la manifestazione: la scultura lignea del Santissimo Crocifisso di Civita di Bagnoregio.

Altri riti affatto emozionanti sono quelli di Orte e di Vetriolo. Nel primo caso (ore 21) l’antica processione del Cristo morto vede protagoniste le sette Confraternite che, muovendo dalle rispettive chiese, al seguito della bara di Cristo e della Macchina dell'Addolorata, sorrette da 8 confratelli, sono accompagnate da decine di ortani vestiti da cirenei e penitenti a piedi nudi e in catene.

A Vetriolo, frazione di Bagnoregio (ore 21), la narrazione è resa vivida dalla ricchezza dei costumi e dalla suggestiva ambientazione. Latera (ore 21) ripropone invece riti secolari: alle 5 del mattino, processione della Desolata, vale a dire Maria che va alla ricerca di Gesù arrestato; alle 21,30, il suggestivo corteo accompagnato dai canti in latino della tradizione orale eseguiti dai membri delle confraternite.

Per il terzo anno consecutivo, uno dei riti più spettacolari – quello di Bagnaia – deve riporre scenografiche e costumi nei magazzini. «Dato che c'è ancora qualche limitazione, non ci sarà la rappresentazione della crocifissione di fronte al Duomo», ha spiegato don Luigi Fabbri, vicario generale della diocesi del capoluogo, seguito dall’annuncio del parroco di San Giovanni Battista, don Vittore: «Percorreremo le vie del borgo, senza i figuranti in costume.  La processione, con le statue della Madonna e del Cristo morto, toccherà dapprima Villa Lante, quindi i vicoli del borgo».

Nel capoluogo, l’appuntamento per la Via Crucis nel cuore storico è alle 21,30. Parola ancora a don Luigi: «La processione partirà dalla chiesa del Gonfalone e raggiungerà il Duomo, passando per le vie del centro. Visto che c’è ancora qualche limitazione, non ci sarà la rappresentazione della crocifissione di fronte la cattedrale. Speriamo che il prossimo anno si possa riproporre l’intera rievocazione».

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