Scuola, scandalo diplomi falsi: anche nel Viterbese decine di bidelli assunti senza titoli

Venerdì 21 Febbraio 2020
Bidelli delle scuole
Avrebbero ottenuto il posto di lavoro millantando il possesso di diplomi falsi. Oppure, avrebbero ottenuto un punteggio maggiore accampando pregresse esperienze lavorative mai effettuate. La bomba è esplosa un paio di mesi fa, ma sarebbe solo l'inizio di un'inchiesta tutta da scrivere. Per ora, sono decine i lavoratori Ata delle scuole del Viterbese sospesi dal servizio. Si tratta soprattutto di bidelli e in minima parte di personale non docente addetto ad altre mansioni. I titoli di studio fasulli sarebbero stati acquistati tra il 2010 e il 2013. Significa che i presunti colpevoli hanno lavorato nelle scuole per 10 anni prima di essere scoperti.

L'inchiesta è nata dalla regioni del nord Italia dove è stato scoperto un giro di diplomi falsi acquistati in alcune scuole paritarie del sud e poi utilizzati ovunque per scalare posizioni sia nelle graduatorie provinciali sia in quelle interne agli istituti. Nella Tuscia, i casi già appurati hanno portato subito alla sospensione dal servizio dei collaboratori scolastici. Ma su di loro indagherebbe anche la Procura di Viterbo per truffa e falso.

Ieri mattina, l'ufficio scolastico provinciale ha indetto alla Egidi una riunione con i sindacati e i dirigenti scolastici, accompagnati dai responsabili delle segreterie. Il responsabile Daniele Peroni ha informato delle anomalie riscontrate sinora, elencando i controlli che ogni istituto dovrà effettuare al suo interno. Da valutare non solo la veridicità dei titoli di studio presentati per l'scrizionie alle graduatorie interne ma anche l'effettivo versamento dei contributo all'Inps per i periodi lavorativi pregressi dichiarati. Inoltre, è stato fornito l'elenco delle scuole paritarie individuate come diplomifici, soprattutto nell'area della Campania. Chi ha prodotto un titolo di studio conseguito lì sarà messo sotto la lente dei controlli. Nel frattempo, i sospesi sono già stati sostituiti, mentre anche l'Usp passerà al setaccio le graduatorie provinciali. Intanto, dalla Cisl Scuola commentano: "Ci batteremo perché i diritti delle persone oneste vengano tutelati e siano perseguiti dalla legge quanti hanno ottenuto un posto di lavoro non avendonone i requisiti e sottraendolo a chi ne è in possesso". © RIPRODUZIONE RISERVATA

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