​Pedofilo seriale di bambine, l’Appello concede lo sconto di pena

Il trentenne pakistano immortalato dalle telecamere di sorveglianza
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​Pedofilo seriale di bambine, l’Appello concede lo sconto di pena. I giudici della Corte hanno riformato la sentenza di primo grado, condannando il trentenne pakistano a 5 anni di carcere. 
Il 4 novembre scorso, il gup del Tribunale di Viterbo, lo aveva condannato a 6 anni e mezzo di reclusione e a risarcire ogni vittima con una provvisionale di 5mila euro. 
La Corte d’Appello accogliendo in parte le richieste della difesa, avvocato Marina Bernini, gli ha concesso un’attenutate che gli ha fatto ottenere lo sconto di un anno e mezzo.
Il pakistano era stato arrestato su ordinanza del gip dopo che tre minorenni del capoluogo lo avevano riconosciuto come l’autore di molestie.
L’indagine della Squadra mobile inizia a maggio del 2019, quando diverse bambine, accompagnate dai genitori, si presentano in Questura per denunciare episodi di violenza avvenuti tutti nel centro storico di Viterbo.
Le storie che raccontano sono tutte molto simili. In centro c’è un uomo che prende di mira le ragazzine, le segue e quando sono in prossimità delle loro case le spinge dentro i portoni e prova ad abusare di loro all’intorno di androni o ascensori.
Dopo le denunce il pakistano, riconosciuto grazie alle descrizioni e alle telecamere di sorveglianza sparse in città, viene arrestato.
A luglio 2019 tre delle vittime vengono sottoposte a incidente probatorio. Lo stesso giorno si è tiene anche il confronto all’americana. Ovvero l’indagato viene messo dietro un vetro unidirezionale insieme ad altre persone e le ragazze tentano il riconoscimento. Ma nessuna di loro con certezza punta il dito contro di lui. Il trentenne, quindi, pochi giorni dopo viene scarcerato. Ma la storia continua e in Questura ricominciano ad arrivare segnalazioni di ragazzine seguite per strada e spintonate negli androni.
E arrivano anche altre tre ragazze che negli uffici di viale Romiti lo riconoscono con certezza. E il trentenne torna dietro le sbarre, dove si trova tutt’ora, con l’accusa di violenza sessuale su minori.
Un’accusa che questa volta ha molte più voci e che in pochissimi mesi lo porta in Tribunale. I difensori tentano il tutto per tutto ma la strada sembra tracciata. «Aspettiamo di leggere le motivazioni - ha affermato l’avvocato Bernini - per capire che tipo di attenuante è stata concessa. Poi con tutta probabilità prepareremo il ricorso in Cassazione».

Venerdì 14 Maggio 2021, 06:10 - Ultimo aggiornamento: 22:45
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