Mercato del sabato, Santucci: «Vi spiego perché il Carmine è l'unica soluzione possibile»

Martedì 18 Febbraio 2020 di Massimo Chiaravalli
Gianmaria santucci
«C’è attenzione e rispetto per gli ambulanti, ma la situazione non è nuova». Il capogruppo di Fondazione, Gianmaria Santucci, sullo spostamento del mercato del sabato dal parcheggio del Sacrario al Carmine, dopo la protesta da una apre - «indichino loro un’alternativa e la valuteremo» - dall’altra argomenta il perché della mossa.

Santucci, intanto contro l'operazione ci sono firme raccolte e l'intenzione di ricorrere al Tar.
«Occupare il parcheggio costa 60 mila euro l’anno. Qualcuno sostiene che il Comune lo fa perché ci guadagna: mi viene da sorridere: il Comune sono i cittadini. Viterbo deve essere una città turistica, il problema è che chi arriva da fuori il venerdì, a volte si vede portare via la macchina perché non sa che la mattina dopo c’è il mercato. E sabato, nonostante la presenza degli ambulanti, ci sono state 500 auto nell’arco della mattinata».

La soluzione Carmine non è emendabile?
«Si discute di spostamento da 20 anni. L’ex assessore Ricci aveva provato a portarlo a via Marconi, ma gli uffici gli hanno risposto che dopo i lavori del boulevard i cinque metri che servono per il passaggio delle ambulanze non ci sono più».

Piazza della Rocca?
«Va chiusa anche via Cairoli e diventa inaccessibile anche via Bianchi: il sabato mattina non si raggiunge la scuola».

Via Garbini?
«Lì I banchi non c’entrano».

E Valle Faul?
«Bisogna tagliare gli alberi e rifare gli ingressi, poi per farci entrare tutti bisognerebbe chiudere via El Alamein. Non si uscirebbe più e Bic Lazio non sarebbe raggiungibile».

Resta sempre il Riello, però.
«Lo avevano proposto, abbiamo risposto okay, ma non subito. Servono 50 mila euro di lavori: bisogna fare la gara per asfaltare e mettere i servizi».

Quindi resta solo il Carmine?
«E' l’unico posto tra quelli individuati dove gli uffici hanno dato il via libera. Abbiamo anche chiesto agli ambulanti di indicarci una soluzione alternativa, ma ancora non è arrivata. Ce la dicano e vediamo se è praticabile».

E non si poteva attendere la scadenza delle licenze a fine 2020?
«Ma è un anno che discutiamo, già a settembre si era detto che andava trasferito. Agli ambulanti abbiamo proposto almeno di riqualificare il mercato, ma nessuno lo fa. Fino al 31 dicembre non lo possiamo neanche spezzettare, perché la convenzione dice che devono stare tutti insieme: in caso di ricorso perderemmo. C’è pure chi fa il mercato pochissime volte ma non rinuncia al diritto. Se lo facesse diminuirebbe il numero e ci sarebbero più possibilità. Ma anche a questi va garantito il posto perché ne hanno diritto».

Le associazioni di categoria hanno evidenziato che nell'iter non sono state seguite tutte le regole.
«Eppure le procedure che contestano sono le stesse adottate per lo spostamento dei mercati di Bagnaia e Grotte Santo Stefano. E sono state concordate con le parti sociali». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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