Dall'Ucraina ad Acquapendente, storia a lieto fine per una famiglia in fuga

L'artista Rina Budarina con la sua famiglia
di Diego Galli
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Venerdì 1 Aprile 2022, 06:10 - Ultimo aggiornamento: 19:43

Parte e arriva ad Acquapendente (e Proceno) una storia a lieto fine è riuscita a regalare un po’ di pace a una famiglia in fuga dall’ucraina. Protagonista di questo racconto è Marco Ricci, imprenditore e consigliere comunale di Proceno che è riuscito nell’intento di accogliere Irina Budarina e la sua famiglia, un piccolo nucleo di cinque persone. Con Irina, il figlio Pavlov, la madre Valentyna, la sorella Anastasija e sua nipote Vlada, di appena 12 anni.

“Tutto è cominciato grazie a un passaparola sui social – spiega Ricci – Irina, Rina per gli amici, aveva scritto un messaggio di aiuto a inizio marzo. Cercavano un alloggio in Italia e qualcuno disposto a ospitarli, premettendo che tutti si sarebbero impegnati a trovare lavoro per diventare il prima possibile autosufficienti”. In breve tempo, il messaggio è diventato virale, complice anche la fama di Rina, una bravissima artista che da sempre lavora con i bambini, insegnando loro l’arte del disegno.

“Non ho ricevuto subito risposta da Rina – prosegue – ma quando stavo per rinunciare, mi ha contattato. Ho subito provveduto ad acquistare i biglietti aerei a mie spese, poi siamo andati a prenderli all’aeroporto e li abbiamo portati qui, ad Acquapendete, nell’agriturismo che gestisco con la mia famiglia”.  Rina e la sua famiglia erano in fuga da Mykolaïv, uno dei centri abitati bombardati dalle forze russe in Ucraina, protagonista di molte tristi notizie in questi ultimi giorni.

“Inutile dire che ognuno di loro era davvero provato dal viaggio e dalla situazione tragica dalla quale erano stati costretti a fuggire – aggiunge il consigliere comunale – ma, grazie all’aiuto della comunità locale, così come quella di Proceno, siamo riusciti a far integrare nel miglior modo possibile l’intera famiglia. Vestiti, cibo, lavoro. Tutti si sono attivati per aiutarli e per non farli sentire soli, in particolare i due ragazzi. Li abbiamo iscritti a scuola e grazie anche alla pet terapy, qui al nostro agriturismo, la piccola Vlada è tornata a sorridere”.

L’impegno di Ricci, già impegnato a fornire aiuto al prossimo come volontario della Protezione Civile, in particolare ad Amatrice, è continuato anche a livello “burocratico”. “Quando sono andato ad accoglierli sapevo di dover svolgere alcune pratiche obbligatorie, come fargli fare il tampone anti covid e comunicare il loro arrivo agli organi di competenza per ottenere tutta la documentazione necessaria per il loro soggiorno – dichiara – abbiamo provveduto, tra l’altro, anche a farli vaccinare. Sono informazioni importanti, che chiunque volesse ospitare dei rifugiati dovrebbe osservare attentamente, come indicato dagli enti preposti”.

Oggi, a distanza di circa un mese dal loro arrivo, la nuova vita italiana di Rina e della sua famiglia prosegue, così come continua l’impegno di Ricci, già attivatosi per aiutare altre famiglie ucraine a trovare riparo e sollievo dalla guerra.

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