Restate a casa, a Viterbo la Asl realizza decalogo con consigli per i più piccoli. «La parola d'ordine è ascoltare».

La sede della Asl di Viterbo
di Marco Gobattoni
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Sabato 21 Marzo 2020, 13:09 - Ultimo aggiornamento: 14:04

In questi giorni di esposizioni allarmanti, di drastici cambi alle abitudini di tutti i giorni e stravolgimenti della vita quotidiana, dove le libertà personali e gli spazi si restringono, per i bambini stress e timori possono diventare un problema difficile da arginare. La Asl di Viterbo, con i servizi di Psicologia diretto da Sergio Cavasino e Neuropsichiatria infantile, guidato da Marco Marcelli, sta realizzando un primo decalogo (presto consultabile sul sito dell'azienda) di consigli psicoeducativi per genitori al tempo del coronavirus.

Il focus, principalmente, è concentrato su bambini ed adolescenti ma può e deve essere una palestra e un percorso formativo anche per genitori e per gli stessi medici. In questa fase è utile condividere indicazioni chiare su come comunicare ai propri figli le tante notizie che inondano la televisione, spiegare loro le precauzioni da assumere e condividere il tempo in modo appropriato, aiutandoli a gestire le emozioni con il dialogo e il senso di fiducia negli adulti di riferimento.

«Viviamo un tempo in cui tutto è cambiato in maniera rapida - spiega lo psicologo Vincenzo Di Gemma della Neuropsichiatria infantile - in questo momento nei confronti dei più piccoli e soprattutto degli adolescenti diventa indispensabile ascoltare il loro stato d'animo e attivare canali di dialogo corretti per trasmettere loro fiducia. I genitori devono controllare di più le proprie emozioni per poter essere punti di riferimento per i figli».

La battaglia condotta contro il virus deve essere comune ed anche i più piccoli possono contribuire. «In questa fase di ritiro sociale al quale sono obbligati - dice la dottoressa Barbara Longo psicologa presso il servizio diabetologico della Asl occorre evitare che trascorrano troppo tempo in solitudine passivamente davanti alla tv, sui videogiochi o sui social network. Ogni famiglia ed ogni genitore ha il proprio modo di proporre modelli educativi. In questo momento è essenziale proporre modalità divertenti per invogliare i bambini a seguire le corrette regole di comportamento; quando possibile affianchiamoli nei giochi, nel lavoro e soprattutto nei compiti che devono diventare una costante giornaliera. Non devono pensare di essere in vacanza, ma devono capire che questo periodo influirà anche sul loro percorso di crescita».

La giornata deve essere organizzata come fosse un lunedì qualunque: sveglia presto e abitudini solite per quanto possibile da non stravolgere. «I bambini vanno fatti preparare anche nel vestiario come se dovessero uscire per andare a scuola o a fare la tante altre attività che fanno solitamente  - avverte Di Gemma - si deve il più possibile attivare la dimensione di socialità, stimolando le comunicazioni telefoniche e videochiamate con altri familiari. Vanno coinvolti inoltre nelle attività quotidiane della casa e bisogna raccontargli del personale sanitario in prima linea e di tutti quei lavoratori che garantiscono servizi essenziali: diventeranno i loro super-eroi».

Ma anche il lavoro dello psicologo cambia: il contatto diretto con il paziente non è possibile, ma nessuno deve sentirsi abbandonato. «Seguo da vicino - conclude Gemma- casi complicati come quello dei bambini affetti dallo spettro autistico: per loro tutto è amplificato e una semplice privazione può diventare un fattore di tensione all'interno della famiglia. Ci siamo organizzati per garantire una protezione massima per tutti: abbiamo operatori pronti a ricevere chiamate e noi psicologi ci siamo organizzati con sedute telefoniche o via Skype».

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