Abusi in clinica, venerdì l’interrogatorio dell’infermiere: «Modus operandi ben collaudato»

Il Tribunale di Viterbo
di Maria Letizia Riganelli
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Martedì 24 Gennaio 2023, 05:40 - Ultimo aggiornamento: 16:32

Abusi in clinica, venerdì mattina l’interrogatorio dell’infermiere. Il 35enne di Viterbo accusato di violenza sessuale su due giovani pazienti della clinica San Giorgio di Soriano nel Cimino sarà ascoltato dal gip. L’indagato, assistito dall’avvocato Caterina Boccolini, potrà scegliere se rispondere alle domande o avvalersi della facoltà di non rispondere. Al momento le accuse, pesanti, riguardano baci e palpeggiamenti nelle parti intime che il paramedico avrebbe dato a due ragazzine che a dicembre erano state ricoverate per curare gravi disturbi alimentari. Presunti abusi per cui la Procura aveva chiesto la misura degli arresti domiciliari. Il gip del Tribunale di Viterbo ha ritenuto di applicare la misura dell’interdizione dalla professione medica per 10 mesi.

Secondo l’accusa avrebbe approfittato della loro fragilità emotiva per mettere in atto il suo piano. Ogni mattina presto si presentava nella loro camera e dopo averle circuite con le parole approfittava di loro. Gli abusi sarebbero andati avanti per tutto il periodo della degenza fino alla dimissione. Come raccontato agli investigatori dalle stesse ragazze ci sarebbe stata violenza anche nel giorno dei saluti. Quello che doveva essere il rientro in famiglia, dopo un duro periodo di cure, si è trasformato in un incubo.

L’infermiere avrebbe approfittato di loro anche mentre erano pronte a varcare il portone della clinica. «Il modus operandi del 35enne - hanno spiegato gli inquirenti nella richiesta di misura cautelare - seguiva uno schema ben collaudato: nelle primissime ore della mattina l'uomo si presentava nelle stanze delle ragazze che avevano scelto quella struttura per combattere i disturbi legati all'alimentazione. Poco dopo averle conosciute l'infermiere passava agli abusi.  Comportamenti, messi in atto ai danni di soggetti già in uno stato di inferiorità fisica e psichica, che proseguivano fino alle dimissioni delle giovani vittime».

L’incubo vissuto è stato raccontato proprio dalle due ragazze che appena dimesse si sono presentate in Questura insieme. Insieme per farsi forza e insieme per riuscire a incastrare l’uomo che le aveva soggiogate in un momento di profondo disagio emotivo e fisico. Nei prossimi giorni gli agenti della Squadra Mobile, a cui la Procura ha affidato le indagini, continueranno ad ascoltare testimoni e a cercare altre potenziali vittimi dell’infermiere. L’uomo, infatti, lavorava nella clinica specializzata in disturbi alimentari da oltre 5 anni.

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