Netflix, Alessandro Borghi con Ferrara e Nigro per Suburra: «È tutta una questione di potere»

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Dal 30 ottobre arriva su Netflix la terza, e ultima, stagione di Suburra - La serie. Prima serie originale lanciata nel 2017 ha come protagonisti Alessandro Borghi, Giacomo Ferrara e Filippo Nigro, che abbiamo intervistato. Girata in poco meno di 3 mesi in 60 location divise fra il centro della Capitale, la periferia e il litorale romano questa stagione rimarca in maniera più feroce i capisaldi già presenti nelle stagioni precedenti.

Oltre il concetto della fratellanza che esula i legami di sangue, dell’affermazione della propria identità al di là delle relazioni sentimentali, uno degli argomenti che trova ancora più spessore in questo capitolo conclusivo è come Roma non possa essere governata con le carte, ma con il potere. Un potere che sembra sempre sfuggire di mano ai più giovani, nonostante i tentativi di cambiamento. Esulando il contesto criminale l’evoluzione dei personaggi in questa nuova stagione di Suburra è lo specchio della nostra società.

Suburra 3, l'ultima stagione debutta su Netflix il 30 ottobre

«Bisogna stabilire in primis l’entità della parola potere» commenta Alessandro Borghi, che interpreta Aureliano, capo della criminalità di Ostia: «Una volta che si è stabilita quella bisogna capire se ci siano davvero degli strumenti in grado di poterlo esercitare questo potere. Perché ogni volta purtroppo che qualcuno viene incaricato di qualunque tipo di potere, poi sceglie sempre il modo peggiore per distribuirlo o per amministrarlo. Parlo dei giovani ma anche dei meno giovani, parlo del Governo, degli studenti, di chi fa il nostro lavoro, di tutta una serie di persone. Non sono un fan della rivolta, come quelle che hanno fatto l’altro giorno, cerco sempre però di capire le motivazioni che hanno spinto quei moti di protesta. Ti accorgi che non c’è mai una verità assoluta, ma c’è sempre qualcuno che cerca di fare qualcosa perché costretto a far sentire la sua voce, e molto spesso viene fatto in una maniera sbagliata. Quindi fondamentalmente, il potere, che cos’è?»

Per Giacomo Ferrara, che nella serie interpreta Spadino, capo della criminalità sinti: «I protagonisti della nostra storia si ritrovano ad entrare in meccanismi che non sono loro, che ci sono sempre, da anni, e si ritrovano a dover combattere con loro, e molto spesso sono dinamiche che non si possono cambiare. Se si cambiassero alcune dinamiche del gioco magari allora si che si potrebbe davvero fare qualcosa, allora si che i giovani potrebbero cambiare questo sistema».

Filippo Nigro, a Venezia col clan di Terrence Malick

Per Filippo Nigro, il politico corrotto Amedeo Cinaglia in Suburra - La Serie: «Di per sé il potere isolato assume quasi sempre un significato negativo, come qualcosa che qualcuno esercita in modo assoluto. Se hai il potere fra le mani cosa ne fai? Lo usi a fin di bene? Quasi sempre no, questo nei film di criminalità ma purtroppo anche nelle situazioni più reali. Per cui si torna sempre ai nostri personaggi, con tanto potere, con tanta gestione di un controllo, cosa succede nella testa di una persona? Che fine fa sua etica morale? Quindi è interessante indagare questo aspetto».

Alessandro Borghi, Giacomo Ferrara e Filippo Nigro saranno protagonisti venerdì 30 ottobre alle 17 di un panel virtuale nell’ambito del Lucca Comics and Games, ribattezzato quest’anno Lucca Changes.

Servizio a cura di Eva Carducci