Coronavirus, Galli: «Virus non è meno aggressivo, è solo la coda dell'epidemia»

EMBED
«Dobbiamo vedere cose succede entro l’8 giugno e forse anche nei giorni immediatamente successivi per vedere se qualcosa è davvero successo in termini di nuovi contagi dopo le riaperture del 18 maggio. Quello che stiamo vedendo adesso è in larghissima misura, direi per la quasi totalità, qualcosa che è avvenuto parecchio prima. Sono i tamponi arretrati che molte persone hanno chiesto di avere e hanno finalmente avuto, anche perché magari già manifestavano da un po’ di tempo sintomi abbastanza inequivocabili. Abbiamo avuto un problema di restrizione diagnostica che adesso mette abbastanza in confusione chi vede i dati prodotti della Lombardia che vedono per forza un aumento dei casi segnalati. Che questo però sia effettivamente l’esplosione di nuovi focolai successivi alla riapertura francamente, per gli elementi che abbiamo in mano, non mi sento di poterlo affermare». Lo ha detto a Sky TG24 Massimo Galli, primario infettivologo dell' ospedale Sacco di Milano.

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani