Decreto fiscale, taglio ai rimborsi del 730 per 745 mila contribuenti

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Una stretta che riguarda 745 mila contribuenti su circa 14,3 milioni che ogni anno usufruiscono dei rimborsi d'imposta del modello 730: dal prossimo anno potranno vedersi decurtata la somma spettante, perché lo stato avrà la possibilità di scalare direttamente eventuali cartelle di pagamento notificate in precedenza. E poi l'estensione alle imposte dirette delle attuali norme, restrittive, sulle compensazioni relative a crediti d'imposta superiori a 5.000 euro. Sono due tra le misure di maggiore impatto del decreto fiscale che accompagnerà la legge di Bilancio: da sole valgono circa 1,5 miliardi l'anno, su un totale che oscilla tra i 2,6 e i 3,4 miliardi, a seconda delle stime - più o meno ottimistiche - sugli effetti del provvedimento. Le conseguenze più dirette per la massa dei contribuenti, lavoratori dipendenti o pensionati, arrivano dall'articolo ancora senza numero intitolato Disposizioni di efficientamento della riscossione. Al momento di erogare un rimborso d'imposta (nel caso del 730, quando il relativo prospetto di liquidazione sta per essere trasmesso al sostituto d'imposta, ad esempio il datore di lavoro) l'Agenzia delle Entrate verificherà attraverso le società della riscossione se l'interessato risulta iscritto a ruolo. Se sì, entro 60 giorni l'importo dei rimborsi sarà automaticamente compensato con le somme dovute al fisco, ameno che queste non risultino inferiori a 100 euro oppure rientrino in un piano di pagamento rateale. Per evitare il taglio il contribuente dovrà avviare un contraddittorio entro 30 giorni.

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