Roma, schiaffo del ministero: tre musei senza autonomia

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E se il triestino Castello di Miramare rientrasse in partita per scalzare il Museo delle Civiltà nel quartiere Eur di Roma? La romantica fortezza asburgica contro preistoria, tradizioni popolari e arte orientale. Sembra una nuova puntata nella saga della «controriforma» dei Beni culturali, manco fosse una stagione del Trono di Spade. I colpi di scena non mancano. Sotto i riflettori della scacchiera della riorganizzazione del Mibac resta ancora una volta il tema della speciale autonomia gestionale dei musei top d'Italia. Lo scenario sarebbe offerto dalla nuova versione della bozza del decreto del presidente del Consiglio dei ministri sulla riforma del ministero della Cultura, pronta con le modifiche delle ultime ore a sbarcare sui tavoli dei ministeri dell'Economia e della Funzione pubblica. Si lavora al cardiopalma, visto che il testo è atteso in Consiglio dei ministri per diventare legge entro il 30 giugno. Insomma, una controriforma a colpi di bozze, verrebbe da dire. Nella puntata precedente, la prima stesura della riforma prevedeva il declassamento di quattro istituzioni culturali: la Galleria dell'Accademia di Firenze (la casa del David di Michelangelo), il Parco archeologico dell'Appia Antica, il Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e il Castello di Miramare a Trieste. Queste realtà, infatti, sparivano dalla lista dei siti di «rilevante interesse nazionale dotati di autonomia». Ora, il ritocchino.


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