Arte contemporanea en plein air (a prova di Covid) nel borgo fantasma di Celleno

Lunedì 26 Ottobre 2020 di Maria Serena Patriarca
Biennale di Arte Contemporanea Celleno

Arte contemporanea en plein air, ma anche grammofoni e moto d’epoca. Tutto in un unico borgo da sogno, e con ingresso libero. Se siete appassionati della Tuscia viterbese meritano sicuramente una visita le mostre allestite nel “borgo fantasma” di Celleno. C’è tempo fino al 31 ottobre, ma potrebbe anche essere prolungata visto il successo di pubblico, per visitare la Biennale di Viterbo di Arte Contemporanea allestita proprio sui prati che circondano il borgo. La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 20 ma può essere anche visitata su appuntamento (info@biennalearteviterbo.it) e raduna, sullo scenario mozzafiato che si gode dalla collina di Celleno, opere di Ugo Bevilacqua, Paolo Buggiani, Carmine Leta, Francesco Marzetti, Bruno Melappioni e altri artisti contemporanei di grido, come Francesco Petrone, Paola Remondini, Alberto Timossi, Ozge Sahin e Regula Zwicky.

 

Suggestiva l’installazione di Leta, intitolata “Come una reliquia in un’urna d’acqua”. E colpiscono anche i “Re e Regina” della Zwicky, così come “La Regina” di Marzetti, creata con ferri di scarto, piccole parti meccaniche arrugginite, vecchi tubi, dischi. Nella ex chiesetta di San Carlo, invece, per la gioia di grandi e piccoli, è allestita la mostra permanente “Le macchine parlanti”, a cura di Mario Valentini, in tandem con la mostra sulle moto d’epoca italiane degli anni Quaranta e Cinquanta, curata da Piero Taschini. Ma veniamo alle “macchine parlanti”: si tratta di organetti, grammofoni, fonografi (le cartoline musicali) e radio di un arco di tempo compreso fra l’Ottocento e gli anni Sessanta. I pezzi, che possono essere visti e uditi in azione per un’esperienza sensoriale completa, arrivano da collezionisti di tutto il mondo.

Dai carillon al mangiadischi per il vinile: un vero paradiso per intenditori del settore e non solo. Uno spunto interessante anche per visitare l’Antica Celleno, le cui origini si perdono nel mistero e nell’Età Etrusca (IV-III secolo a.C.), con il suggestivo castello, le botteghe contadine ricostruite con pezzi di arredamento d’epoca, l’antichissimo forno del pane e l’edificio dove visse il noto pittore del Novecento Enrico Castellani, che si innamorò a tal punto di questo piccolo borgo, da acquistarne il Castello, restaurarlo e viverci fino alla sua morte nel 2017. Per info si può visitare il sito www.ilborgofantasmadicelleno.it.

Da qui suggeriamo una visita al vicino borgo medievale di Roccalvecce, denominato anche il “borgo mistico” per la saggezza con cui sono denominati i suoi vicoli (per esempio, Vico dei Non Pensieri), noto soprattutto per il Castello Costaguti, facente parte delle Dimore Storiche del Fai. E se avete bambini piccoli, o volete tornare bambini, un sentiero nel bosco percorribile in circa 20 minuti collega il paese con Sant’Angelo di Roccalvecce, denominato il Paese delle Fiabe per i meravigliosi murales che hanno ridato vita alle case di questo minuscolo centro abitato. Appositi cartelli vi condurranno sui vicoli delle Fate di Avalon, in un susseguirsi di ispirazioni e colori dove rivivono il Piccolo Principe, la Fabbrica del Cioccolato, Peter Pan, Cenerentola, Alice nel Paese delle Meraviglie e tante altre favole. Fra le prelibatezze del territorio la marmellata di ciliegie.

 

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