Palazzolo Acreide, a spasso fra i vicoli alla scoperta dei sapori siciliani

Giovedì 25 Luglio 2019 di Alessandra Iannello

Sette cuochi al lavoro per valorizzare uno dei borghi più belli d’Italia. Questo quanto accadrà il 27 e il 28 luglio a Palazzolo Acreide (Siracusa) in occasione della quarta edizione di Vicoli & Sapori organizzata dall’associazione Vicoli & Sapori (composta dai ristoranti Lo Scrigno dei Sapori, La Corte di Eolo, La Taverna di Bacco, Andrea, Ristorante Settecento, Agriturismo Giannavì e Trattoria del Gallo) e che si terrà nel quartiere San Paolo. 
 

 

«Il nostro obiettivo – spiega lo chef Paolo Didomenico, presidente dell’associazione- è sempre quello di promuovere il territorio palazzolese. Quest’anno abbiamo puntato su un’altra bellissima location, nuovi vicoli da promuovere per far vedere e ammirare Palazzolo Acreide da altre angolazioni. Si tratta del quartiere medievale di San Paolo. Il percorso parte dalla chiesa di San Paolo, si salirà sino al Castello e poi si ridiscenderà per un breve tratto. Lungo il percorso si incontreranno sette postazioni curate dagli chef di Vicoli & Sapori oltre che quella dello chef Yuri dell’Osteria “Quel che c’è” che proporranno diversi piatti.

Ci saranno anche otto cantine di vino, più aziende come Antico Cuore Verde che proporrà l’agnello allo yogurt, il Pastificio Minardo, Oro rosso degli Iblei con il liquore di zafferano più un cannolicchio di ricotta e zafferano, l’azienda Albacara con i suoi formaggi caprini, la selezione di birre Baladin, più una distilleria di Palazzolo Acreide, Monterbe. Immancabili le pasticcerie della città, Infantino e Caprice». La manifestazione avrà inizio, ogni giorno, alle ore 19 così il resto della giornata può essere impiegato per visitare Ákrai, come la cittadina era chiamata dai greci (termine che significava "cima, picco, estremità" ma anche "castello o cittadella che domina una città").

Patrimonio dell'umanità insieme a tutta la Val di Noto dal 2002, Palazzolo Acreide, città di origini greche incastonata nei monti iblei, non solo è parte dell’associazione “I borghi più belli d’Italia”, ma vanta una ristorazione di eccellenza che le ha permesso, nel 2017, di essere insignita insignita del premio Best in Sicily come miglior comune per l’offerta enogastronomica dal giornale “Cronache di Gusto”. A caratterizzare la sua gastronomia c’è in particolare la Salsiccia Tradizionale, prodotto della cultura locale tutelato da Slow Food. Ingredienti sono nove tagli diversi di suino nero siciliano (la cui storia risale almeno a più di 2600 anni fa, ossia a quando Akrai fu edificata nel 664-663 a.C. dai corinzi siracusani), il peperoncino rosso, il finocchietto selvatico seccato all’aperto e il vino rosso del Val di Noto. Fra le altre eccellenze del territorio il tartufo, i formaggi, gli oli e verdure spontanee.

In città ci sono testimonianze della storia di Palazzolo (aggiunta di epoca medievale originaria dal latino palatium) a partire dalla sua fondazione. Del periodo greco è il Teatro di Akrai costruito tra III e il II secolo a.C. e dove si tiene, ogni anno a cavallo fra la fine di maggio e i primi di giugno, il Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani organizzato dall'Istituto nazionale del dramma antico. Vicino al teatro ci sono i  resti del tempio di Afrodite di cui rimangono solo i blocchi squadrati del basamento perché tutto il resto fu usato, a partire dal terremoto del 1693 fino agli inizi del secolo scorso, per costruire gli edifici di Palazzolo. Sempre del periodo greco è il santuario rupestre de “I Santoni”. Dedicato a uno dei culti più misteriosi dell'antichità, quello della Magna Mater, il sito è unico al mondo per la grandezza e per la completezza delle rappresentazioni ed è considerato il principale centro del culto della Dea Cibele in Sicilia.

Fra i luoghi di culto cristiano da visitare c’è sicuramente la chiesa di San Paolo (da dove parte l’itinerario di Vicoli & Sapori) che venne edificata intorno alla metà del XVIII sec. sopra una piccola chiesa dedicata a Santa Sofia a cui, nell’abside laterale, è dedicato un altare e un quadro. Dichiarata patrimonio dell’Unesco nel 2002, la parrocchia di San Sebastiano Martire si trova nell’omonimo quartiere ed è stata scelta come location da grandi registi (tra cui Luigi Zampa, Franco Zeffirelli, Giacomo Battiato, Nino Manfredi, Antonio Albanese). Qui si celebra anche la Madonna Odigitria, il cui culto nacque e si diffuse a Costantinopoli e divenne popolarissimo in tutta la Sicilia e l'Italia Meridionale, soprattutto nel '600.

La Chiesa dell'Annunziata, edificata probabilmente nel XIII-XIV secolo, è la più antica chiesa di Palazzolo. Qui, nel 1474 Antonello da Messina, dipinse un grande quadro dell’Annunciazione che oggi è custodito nei locali del Museo Bellomo di Siracusa. In centro città, in un’ala dell’antico Palazzo Ferla, si trova la casa-museo di Antonino Uccello. Lo studioso ha raccolto, per oltre trent’anni, tradizioni orali, oggetti, strumenti di lavoro, manufatti della civiltà contadina siciliana. All’interno, fra l’altro, sono stati ricreati i locali tipici delle abitazioni contadine isolane come la “casa ri stari”, la “casa ri massaria”, il “maiazzè” (magazzino) e il frantoio. Merita una visita anche il museo dei “Viaggiatori in Sicilia”, ospitato nei locali di Palazzo Vaccaro. Qui si ritrovano appunti e annotazioni, spesso corredate da carte geografiche e disegni, di chi tra Settecento e Ottocento viaggiò in Sicilia.

A pochi chilometri dal centro di Palazzolo c’è la Riserva naturale di Pantalica, Valle dell'Anapo e Torrente Cava Grandesi in cui si trova la più grande necropoli europea con circa 5000 tombe scavate nella roccia dai Siculi tra il XII e l'VIII secolo a.C., nelle quali sono stati rinvenuti numerosi reperti risalenti al Paleolitico e al Neolitico. A Baulì si trovano invece i Ddieri abitazioni rupestri create dall’uomo durante il periodo bizantino quando le incursioni saracene distrussero Akrai. I Ddieri (dall’arabo ad diar, casa) furono abitate anche in epoche recenti. Durante l’Unità d’Italia infatti, parecchi ribelli politici contrari all’invasione dei garibaldini, vi si rifugiarono e a ricordo di quel periodo a Cava Grande è rimasta la Grotta dei Briganti. Anche il centro paleocristiano di Santa Lucia di Mendola, a 4 chilometri da Palazzolo, nacque come rifugio per i cristiani perseguitati da Diocleziano. Nei secoli si sovrapposero un’abbazia ruggeriana-normanna (1100) e un eremo con annessa basilica (1700).

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