PAPA FRANCESCO

Scisma degli ortodossi in Ucraina, ira del Patriarcato di Mosca. Sullo sfondo lo scontro Usa-Russia

Venerdì 12 Ottobre 2018 di Franca Giansoldati
Città del Vaticano – Fratelli coltelli sull'orlo di una crisi nervosa. Altro che predicare la pace e la fratellanza tra i popoli dell'Est e dell'Ovest: come in tutte le famiglie che si rispettano persino dentro il vasto arcipelago ortodosso stanno volando stracci. La decisione del Patriarcato di Costantinopoli di concedere l’autocefalia alla chiesa ortodossa dell'Ucraina sta creando uno smottamento senza precedenti, con contraccolpi anche politici, perché spacca ancora di più una Europa suddivisa in zone di influenza, da una parte i russi, dall'altra gli americani. 

Naturalmente il Cremlino appoggia il Patriarcato di Mosca in un crescendo di irritazione. Il Patriarca Kirill è montato su tutte le furie dicendo che questo scisma sarà peggio di quello del 1054. Insomma, c'è da essere preoccupati soprattutto per gli effetti collaterali che tutto questo avrà sulla politica estera. Già, perché l’indipendenza della Chiesa ucraina da quella russa complica enormemente i già difficili rapporti tra i due paesi, mettendo in luce i tentativi di Kiev di uscire dalla sfera di influenza russa per avvicinarsi ancora di più all’Occidente e agli Stati Uniti, non solo da un punto di vista politico ma, a questo punto, anche religioso. La religione che diventa un maglio politico. Il grande sostenitore dello scisma è Filarete, il responsabile della Chiesa ortodossa ucraina al quale Bartolomeo I ha concesso l’autocefalia. Un gesto di indipendenza che il Patriarcato di Mosca e il Cremlino non hanno gradito, memori del fatto che Filarete in passato aveva appoggiato fin da subito i movimenti nazionalisti che avevano preso parte alle proteste di Piazza Maidan.

 «Il riconoscimento dell’autocefalia può creare una crisi all’interno del mondo ortodosso paragonabile al grande scisma di Occidente del 1054» ha fatto sapere il Patriarcato di Mosca. La posizione riflette anche le preoccupazioni del Cremlino che osserva con attenzione spostamenti, umori, decisioni. Di fatto la situazione si sta aggravando. Agli occhi del Cremlino è un affronto per la storia religiosa ortodossa russa che proprio in Ucraina ha le sue radici.

La questione ecclesiastica dell’Ucraina è divenuta sempre più centrale negli ultimi mesi, è stata discussa «a lungo» la scorsa settimana dal santo sinodo sotto la guida di Filarete, al quale hanno preso parte anche l’arcivescovo Daniel di Pamphilon (Stati Uniti) e il vescovo Ilarion di Edmonton (Canada), i due esarchi a Kiev nominati da Costantinopoli il 7 settembre scorso nell’ambito dei preparativi per la concessione dell’autocefalia alla Chiesa ortodossa in Ucraina che proseguono velocemente.

La risposta di Mosca non poteva che essere durissima, mentre il presidente ucraino Poroshenko ha salutato l’evento con grande entusiasmo, definendolo la vittoria del bene sul male, atteso da 330 anni. Il portavoce della Chiesa ortodossa russa, Legoyda, ha invece sintetizzato: «è un passo catastrofico per l’intero mondo ortodosso», sottolineando come sia stata ormai oltrepassata la «linea rossa». Di «atto illecito» ha parlato anche il metropolita Hilarion, presidente del dipartimento delle relazioni esterne del patriarcato, il quale ha assicurato che la questione sarà affrontata ufficialmente nel corso dei lavori del santo sinodo della Chiesa ortodossa russa in programma a Minsk, in Bielorussia, lunedì 15 ottobre.

Il Vaticano che ha rapporti fraterni con Bartolomeo e ha un percorso di dialogo sempre più significativo con il Patriarca russo Kirill cerca di non intromettersi troppo, camminando sulle uova ed evitando di prendere posizioni che possano aggravare la situazione anche se Papa Francesco viene tirato per la giacchetta da tutte le parti.
 
In Ucraina attualmente ci sono tre chiese, praticamente un puzzle: la Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca che secondo il Ministero della Cultura dell'Ucraina all'inizio del 2017 aveva a disposizione in tutto il paese 11.392 chiese e cattedrali, oltre a 12.328 comunità di credenti. Il Patriarcato di Kiev ha invece 3.784 chiese e 5.114 comunità. La terza più grande comunità in Ucraina è la Chiesa ortodossa autocefala ucraina: ha 1195 comunità e 868 chiese. © RIPRODUZIONE RISERVATA