Papa Francesco preoccupato per la distruzione del patrimonio cristiano, accordo con l'Armenia per tutelarlo

Papa Francesco preoccupato per la distruzione del patrimonio cristiano, accordo con l'Armenia per tutelarlo
di Franca Giansoldati
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Martedì 12 Ottobre 2021, 13:09 - Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre, 16:26

Città del Vaticano – Salvare il patrimonio cristiano armeno dalla distruzione azera. Un importante accordo di cooperazione culturale tra l'Armenia e il Vaticano è stato raggiunto per sostenere, difendere, promuovere il patrimonio artistico e cristiano dell'Armenia, il paese caucasico detentore del primato mondiale di avere abbracciato il cristianesimo ben prima dell'Editto di Costantino. La preoccupazione comune è sostanzialmente quella di fermare la lenta e costante distruzione di un importante patrimonio millenario messo a repentaglio dalla manifesta volontà di demolizione da parte dell'Azerbaigian. «E' una importante eredità comune da tutelare. Siamo allarmati per quello che sta accadendo in alcune zone del Nagorno-Karabakh». Il presidente dell'Armenia Armen Sarkissian reduce da una visita in Vaticano incontra alcuni giornalisti in un albergo della capitale e si sofferma a parlare dei contatti avuti al di là del Tevere. 

Prima ha avuto una udienza con Papa Francesco e successivamente con il cardinale Pietro Parolin, ma con entrambi ha affrontato il tema legato alla guerra in Nagorno-Karabakh appena conclusa con la vittoria degli azeri. Ha parlato anche dei soldati armeni ancora prigionieri di guerra nelle carceri azere. Un nodo diplomatico che è stato denunciato a livello internazionale a più riprese anche da diverse associazioni umanitarie tra cui Amnesty International. 

 

«Le nostre relazioni sono buone ma possono essere ulteriormente migliorate» ha detto Armen Sarkissian. Il capo di stato armeno ha fatto ritorno nel palazzo apostolico dopo quasi trent'anni visto che è stato il primo ambasciatore armeno presso la Santa Sede dopo l'indipendenza dell'Armenia raggiunta nel 1992. Sarkissian riconosce il potenziale espresso dal soft power esercitato da Papa Francesco a livello internazionale. Gli è riconoscimente per avere alzato la voce quando, l'anno scorso scoppiò il conflitto in Nagorno-Karabakh. «Durante la guerra purtroppo c'è stato un silenzio assordante da parte di tanti paesi e persino dalla Nato. Ma il Vaticano ha parlato». 

In Vaticano Sarkissian ha visitato anche il Pontificio consiglio della cultura dove ha incontrato il cardinale Gianfranco Ravasi. Come riferito dalla presidenza armena, durante l'incontro sono state discusse questioni relative alla cooperazione tra l'Armenia e la Santa Sede e lo sviluppo delle relazioni inter-ecclesiali. Il presidente Sarkissian ha affermato che esiste un grande potenziale utile ad approfondire la cooperazione tra l'Armenia e la Santa Sede nei campi della cultura, dell'istruzione e della conservazione del patrimonio storico. 

Il protocollo d'intesa consentirà di svolgere ricerche congiunte su questioni di interesse storico. Ci auguriamo che contribuisca ad intensificare ulteriormente la cooperazione tra l'Armenia e la Santa Sede in materia di cultura, scienza, archeologia e altri settori, nonche' la partnership tra la Chiesa apostolica armena e la Chiesa cattolica di Roma».

Il Vaticano ha anche deciso di aprire una nunziatura in Armenia. I dettagli sono stati presi in questi giorni, durante la visita del presidente armeno in Vaticano.  


 

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