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Papa Francesco: «Fallimenti ed errori nella vita vissuti nella fede diventano costruttivi e fanno crescere»

Mercoledì 6 Gennaio 2021 di Franca Giansoldati
Papa Francesco: «Fallimenti ed errori nella vita vissuti nella fede diventano costruttivi e fanno crescere»

Città del Vaticano – L'Epifania come chiave per migliorare se stessi alla luce della fede. Papa Francesco torna a celebrare a San Pietro, dopo la sciatalgia che lo aveva costretto a rinunciare ai riti del 31 dicembre e di Capodanno, per far rivivere il racconto evangelico della adorazione dei Magi a Betlemme. Nella omelia che pronuncia in una basilica praticamente deserta a causa delle restrizioni anti Covid, affronta il grande tema dell'affidamento a Dio. «Per adorare il Signore bisogna “vedere” oltre il velo del visibile, che spesso si rivela ingannevole. Erode e i notabili di Gerusalemme rappresentano la mondanità, perennemente schiava dell’apparenza e in cerca di attrattive» dice Francesco sottolineando che l'apparenza «dà valore soltanto alle cose sensazionali, alle cose che attirano l’attenzione dei più. D’altro canto, nei Magi vediamo un atteggiamento diverso, che potremmo definire realismo teologale: esso percepisce con oggettività la realtà delle cose, giungendo finalmente alla comprensione che Dio rifugge da ogni ostentazione».

La fede spiega che va declinata in un cammino esistenziale capace di modificare dal di dentro le persone e renderle migliori. «Si diventa adoratori del Signore mediante un cammino graduale. L’esperienza ci insegna, ad esempio, che una persona a cinquant’anni vive l’adorazione con uno spirito diverso rispetto a quando ne aveva trenta. Chi si lascia modellare dalla grazia, solitamente, col passare del tempo migliora: l’uomo esteriore invecchia – dice San Paolo –, mentre l’uomo interiore si rinnova di giorno in giorno disponendosi sempre meglio ad adorare il Signore». 

Da questo punto di vista, i fallimenti, le crisi, gli errori possono diventare esperienze istruttive, spiega il Papa, visto che «non di rado servono a renderci consapevoli che (...) col passare del tempo, le prove e le fatiche della vita – vissute nella fede – contribuiscono a purificare il cuore, a renderlo più umile e quindi più disponibile ad aprirsi a Dio. Come i Magi, anche noi dobbiamo lasciarci istruire dal cammino della vita, segnato dalle inevitabili difficoltà del viaggio. Non permettiamo che le stanchezze, le cadute e i fallimenti ci  gettino nello scoraggiamento. Riconoscendoli invece con umiltà, dobbiamo farne occasione per progredire verso il Signore Gesù. La vita non è una dimostrazione di abilità, ma un viaggio verso Colui che ci ama: guardando al Signore, troveremo la forza per proseguire con gioia rinnovata». 

 

 

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