CORONAVIRUS

Papa Francesco si associa all'allarme degli psichiatri: troppa tristezza pesa sulla gente che soffre

Domenica 26 Aprile 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Tra le quattro mura domestiche, per milioni di italiani, i tempi sono cadenzati dalla tristezza, sconforto, malinconia, dalla incapacità di reagire ai pensieri negativi che il lockdown ha portato. Il lavoro che viene a mancare, gli affetti che non si possono più incontrare perché il rischio contagio impone severe misure prudenziali, il senso di smarrimento e frustrazione e il vuoto percepito sembra allargarsi, quasi fosse un buco nero. A questo si aggiunge che per tante famiglie, significa non aver mai potuto elaborare il lutto per la mancanza di un famigliare morto di coronavirus visti i divieti a celebrare il funerale, a dare l'estremo saluto a un padre, una madre, un fratello, un amico.

Se nei giorni scorsi è stato lanciato l'allarme sugli effetti collaterali per la salute e il benessere psichico che questo lunghissimo periodo di reclusione forzata porta a bambini, adolescenti, uomini e donne di qualunque età e condizione sociale, stamattina si è associato il pensiero del Papa che ha dedicato a questa situazione un momento alla messa del mattino a Santa Marta.

Non proprio un elogio della tristezza, piuttosto una segnalazione per lo scivolamento progressivo e pericoloso che la situazione sta creando sulla tenuta psicologica della collettività. Sono bastate poche parole prima della messa per inquadrare bene il drammatico momento di tantissimi italiani e italiane: «Preghiamo oggi, in questa messa, per tutte le persone che soffrono la tristezza, perché sono sole o perché non sanno quale futuro le aspetta o perché non possono portare avanti la famiglia perché non hanno soldi, perché non hanno lavoro. C'è tanta gente che soffre la tristezza». 

Il problema relativo ai traumi che lascerà il Covid-19 non sono pochi una volta passata la fase acuta dell'emergenza. Rischia di essere una altra 'epidemia' di problemi mentali e spicologici. Lo affermano autorevoli psichiatri e recentemente anche un articolo pubblicato su Lancet Psychiatry da un gruppo di 42 esperti mondiali che ha individuato almeno otto fattori psicologici, sociali ed economici collegati a questa fase di lockdown, fino al rischio del suicidio.

Preoccupazioni finanziarie, disoccupazione, l'incertezza sul futuro, famiglie rese più vulnerabili per la coabitazione forzata, persino le violenze domestiche, il rischio di consumare maggiore alcol, indicano la necessità di predisporre dei piani sanitari nazionali. 

Una situazione del genere non si era mai vista prima, almeno non in questa estensione. L'aumento dei suicidi non è inevitabile, affermano gli esperti, «a patto che si agisca subito».

 

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