CORONAVIRUS

Coronavirus, messe ancora vietate, le associazioni cattoliche: «Impugneremo il decreto, è incostituzionale»

Martedì 28 Aprile 2020 di Franca Giansoldati
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Città del Vaticano – Il frastagliato arcipelago cattolico che fino all'altro giorno appariva diviso e con tante sfumature, si è improvvisamente compattato facendo fronte unico. L'annuncio del presidente Conte che l'altra sera ha mandato all'aria le trattative con la Cei di includere nella fase 2 la celebrazione delle messe ha sortito a un effetto collaterale che, almeno in questi termini, nessuno immaginava. Tanto per cominciare una cinquantina di associazioni cattoliche (il numero pare destinato a crescere) si sono mobilitate. Avvocati e giuristi di riferimento stanno facendo a gara per garantire supporto e studiare una sorta di class action bypartisan contro il governo.

«Il Governo ripari subito questa grave e immotivata ingiustizia, per la quale, altrimenti, non esiteremo a supportare le associazioni che per natura statutaria stanno predisponendo l’impugnazione del DPCM 26 aprile 2020 avanti ai Tribunali della Repubblica». 

Sostengono che è «arbitrario oltre che ingiusto non rispettare le garanzie costituzionali di libertà di culto, palesemente violate» visto che «unilateralmente impone ancora al popolo italiano l’impossibilità di partecipare alla celebrazione eucaristica in condizioni di sicurezza. Tutto questo, naturalmente – sottolineano – senza alcun dibattito parlamentare, con il Parlamento bypassato nuovamente. 

Alla voce delle associazioni si sono uniti tanti vescovi in ordine sparso. Tutti sottolineare che è del tutto illogico pensare che 15 persone (permesse per i funerali) siano nella stessa condizione igienico-sanitaria nei pochi metri quadri del minuscolo santuario della Madonna dell’Archetto a Roma come negli 11.700 metri quadri del Duomo di Milano, senza alcuna distinzione. Così l'episcopato toscano, quello siciliano per primi hanno diffuso comunicati di fuoco. 

Altri hanno evidenziato la contraddizione nella quale è caduto il Comitato Scientifico di Palazzo Chigi che prima ha riferito di “criticità non superabili” quando la stessa Presidenza del Consiglio – correndo ai ripari, anche se la toppa ormai era peggio del buco – annunciava un “protocollo” per trovare una mediazione. Di incostituzionalità parlano anche il Movimento Cristiano dei Lavoratori, l'Ucid – gli imprenditori e i manager cattolici.

L'elenco dei primi firmatari è lungo: Movimento Regina dell’amore), Forum Cultura Pace e Vita , Associazione Famiglia Si, Amici di lzzano, Associazione Psichiatri cattolici, Centro Internazionale Giovanni Paolo II, Associazione Giorgio Frassati, Cuore Azzurro, Vita e Famiglia, Forum delle Associazioni Socio Sanitarie, Liberi e Forti, Movimento per la Vita, Rete Bianca, Umanitaria Padana, Family Day, Mcl, Centro Studi Livatino oltre a una ventina di parlamentari bipartisan, tra cui Paola Binetti che già si era fatta promotrice, nei giorni scorsi, di un appello firmato da deputati e senatori.

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