Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Violenza di genere, «tutelare le donne anche dagli errori della giustizia». La presidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio alla Casa delle Donne a Terni

Violenza di genere, «tutelare le donne anche dagli errori della giustizia». La presidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio alla Casa delle Donne a Terni
3 Minuti di Lettura
Venerdì 10 Giugno 2022, 19:24

TERNI - Attuare percorsi di formazione condivisa tra magistratura, inquirente e giudicante, ordinaria e minorile, forze dell’ordine, avvocatura, servizi sociali, servizi sanitari, centri e associazioni anti-violenza, per diffondere conoscenze che consentano di individuare gli indici di violenza domestica.

E rivedere l'impianto normativo, in particolare le disposizioni che disciplinano i procedimenti di affidamento dei minori e quelli sulla titolarità della responsabilità genitoriale per dare effettiva applicazione all’articolo 31 della convenzione di Istanbul e rendere imprescindibile l’ascolto diretto del minore in sede di istruttoria nei giudizi per l’affidamento.

Sono le azioni da intraprendere per evitare la vittimizzazione secondaria delle donne che subiscono violenza e dei loro figli nei procedimenti che disciplinano l'affidamento e la responsabilità genitoriale, tema al centro dell'incontro che si è svolto alla Casa delle Donne. Presente la senatrice Valeria Valente, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, che ha indagato il fenomeno della vittimizzazione secondaria.

"La vittimizzazione secondaria - ha detto - si realizza quando le autorità chiamate a reprimere il fenomeno della violenza, non riconoscendolo o sottovalutandolo, non adottano nei confronti della vittima le necessarie tutele per proteggerla da condizionamenti e reiterazione della violenza".

La relazione racconta presentata nell'incontro promosso dall'associazione Terni Donne, con i dati di una rigorosa indagine statistica e casi esemplari, come la violenza domestica e assistita fatichi ad emergere nei procedimenti civili di separazione e nei procedimenti minorili che disciplinano la responsabilità genitoriale. Generando forme gravi di vittimizzazione che impediscono la messa in campo di strumenti di protezione di madri e bambini.

All'incontro sono intervenute Monica Velletti, presidente della sezione civile del tribunale di Terni, Caterina Grechi, presidente del Centro pari opportunità della Regione Umbria, Giuliana Astarita, consigliera di parità della Provincia di Perugia, Sara Pasquino, della Rete Umbra per l’autodeterminazione, Teresa Di Lernia, psicologa del Centro Antiviolenza "Barbara Corvi" di Narni e Stefania Capponi, presidente Soroptimist

A coordinare l’incontro Simona Schiavoni, avvocato dello sportello “Noi ci siamo” della Casa delle Donne.

© RIPRODUZIONE RISERVATA