Terni, prima no vax, poi vaccinato e poi pentito: la storia di Gaetano

Terni, prima no vax, poi vaccinato e poi pentito: la storia di Gaetano
di Aurora Provantini
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Mercoledì 8 Dicembre 2021, 11:22 - Ultimo aggiornamento: 11:23

Si vaccinano anche i più ostinati sostenitori di complotti e teorie tese e dimostrare che il Green pass è solo uno strumento di controllo delle persone. Professori, giuristi, forze dell’ordine e semplici cinquantacinquenni. Già, perché la fascia d’età che abbraccia i più riluttanti, a Terni, è quella che va dai 53 ai 65 anni, e che in questi giorni si sta precipitando al Casagrande, nelle farmacie e negli ambulatori dei medici di medicina generale, pur di riceve la prima dose. E che una volta iniettata pretende di accedere direttamente a tutti i pubblici esercizi. Invece no. Deve aspettare15 giorni dalla prima somministrazione per avere il super Green pass, che dura poco più di due settimane, e cioè fino alla seconda somministrazione. Questo fatto li fa letteralmente impazzire. “Ma come 15 giorni? Mi costringono a vaccinarmi per poter condurre una vita quasi normale e devo pure attendere 15 giorni?” Gaetano F. è pentito. “Vaccinato e pentito” – si dichiara. “Non si sa quanti vaccini ho fatto nella mia vita - chiarisce - perché ho girato il mondo. Ma questo specifico contro il Coronavirus proprio non mi convince. Secondo me è un modo per controllarci tutti. Alla fine - racconta - ho ceduto al ricatto e mi sono vaccinato ieri dal medico di base, ma solo perché non ne potevo più di avere tante limitazioni alla mia libertà”.

Gaetano pensava di avere il lasciapassare per bar e ristoranti subito. Passare invece altre due settimane in casa lo fa saltare sulla sedia. Intanto però è stato arruolato dalla più grande campagna d’immunizzazione della storia, come molti altri no vax. Che con la risalita dei contagi e la comparsa della variante Omicron, temono il peggio. Anche perché in terapia intensiva ci finisce chi non è coperto dalla vaccinazione o chi ha altre patologie. Ce ne sono 6 al Santa Maria. Allora anche i più restii si registrano sul portale della Regione Umbria, e se non riescono ad avere un appuntamento nel giro di poche ore corrono in farmacia, dove sono state prenotate 1.121 somministrazioni di prime e terze dosi. La richiesta aumenta e l’assessore alla salute Luca Coletto rinnova al generale Francesco Figliolo la preghiera di aiuto: un supporto di 38 medici, 48 infermieri e 2 assistenti sanitari, che possano garantire l’adeguato proseguimento della campagna. Per marciare più spediti e per evitare di distaccare il personale delle aziende sanitarie locali.

I ritmi delle somministrazioni dovranno aumentare di pari passo con l’aumento dei contagi, che a Terni sale fino a raggiungere quota 210 attuali positivi. Per imprimere una ulteriore accelerazione e per evitare problematiche di vario genere, la Regione sblocca nuovi posti per gli hub di Terni, Narni e Amelia, prevedendo di procedere con 2mila prenotazioni al giorno. Resta da capire se, con le risorse attualmente a diposizione, si riuscirà a soddisfare la domanda, dal momento che non si ha notizia della squadra di sanitari formata dal generale Figliolo. Solo al Casagrande, ieri mattina (l’hub è aperto dalla 8,30 alle 12 per i programmati e dalle 12 alle 13,30 per coloro che non hanno appuntamento), sono state somministrati 433 vaccini, di cui 108 con accesso diretto. La metà esatta dei 108 non prenotati erano prime dosi: no vax convertiti, per intenderci.

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