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Terni, Il marito si salva dal covid dopo tre mesi di ricovero, lei scrive un libro e dona i proventi alle aziende sanitarie

Terni, Il marito si salva dal covid dopo tre mesi di ricovero, lei scrive un libro e dona i proventi alle aziende sanitarie
di Nicoletta Gigli
3 Minuti di Lettura
Sabato 25 Giugno 2022, 11:53 - Ultimo aggiornamento: 16:39

TERNI - E' il 2020 e a "comandare" è il covid. A Natale una famiglia ternana si contagia e il marito e padre finisce in terapia intensiva, intubato. L’unico sostegno per la famiglia sono la fede e la preghiera, che accompagnano il lavoro dei medici e dei sanitari che combattono giorno e notte per far tornare in vita l'uomo.

I lunghi giorni di silenzio in attesa del miracolo, poi la prima videochiamata, dal reparto di terapia intensiva, con la moglie.

Il ritorno alla vita dell'uomo è scandito da una fortissima emozione e da un lungo abbraccio, dopo 96 giorni di ricovero, 27 dei quali in terapia intensiva, in ospedale, a Terni.

Una testimonianza forte quella raccontata nel libro "Diario di un amore inaspettato" di Federica Frasinetti, edito da Morphema, i cui proventi saranno devoluti a sostegno delle attività dell'azienda ospedaliera di Terni e dell'azienda Usl Umbria 2.

Federica racconta l'altalena tra la luce e il buio, il dolore, la preghiera, la speranza che non l'ha mai abbandonata. Una speranza sostenuta dal conforto quotidiano e dal supporto decisivo dei sanitari, per mesi e mesi in prima linea per salvare vite umane con grande dedizione, professionalità, spirito di sacrificio.

"La presa in carico multidisciplinare in ospedale ha consentito a mio marito il ritorno alla vita normale - ha detto Federica Frasinetti incontrando il direttore generale dell'Usl, Massimo De Fino. La collaborazione tra professionisti, il dialogo, il confronto, il lavoro di squadra, l'aiuto reciproco, sono fondamentali in sanità come nella vita e nell'esperienza di tutti i giorni. Questo volume rappresenta un piccolo ma significativo esempio di impegno sociale, solidarietà, sostegno che può generare cose buone. Tanti piccoli tasselli, tante piccole gocce nell'oceano possono risultare fondamentali - ha concluso l'autrice - per costruire una società migliore, più equa e solidale in un'epoca buia e difficile per l'umanità"

"Federica - ha detto De Fino - rappresenta una preziosa testimonianza del vissuto di una famiglia durante la lunga e buia fase di pandemia che ha segnato profondamente la vita di tutta la comunità ma che ha generato anche amore, solidarietà, unità e vicinanza malgrado il distanziamento sociale e un impegno collettivo forte e straordinario per reagire, risollevarsi e tornare . finalmente alla normalità. Ringrazio Federica per il pensiero avuto nei confronti della nostra azienda sanitaria con questo gesto generoso - ha concluso - che dimostra una grande sensibilità e vicinanza nei confronti di tutti i nostri operatori".

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