Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Terni, «Flavio e Gianluca, Romboli vendette loro tre dosi di droga»: si aggrava la sua posizione. Udienza preliminare il 3 marzo

Terni, «Flavio e Gianluca, Romboli vendette loro tre dosi di droga»: si aggrava la sua posizione. Udienza preliminare il 3 marzo
di Nicoletta Gigli
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 24 Febbraio 2021, 09:11 - Ultimo aggiornamento: 10:08

Tre episodi di spaccio aggravati dall’aver ceduto la droga a due minorenni e la morte come conseguenza di altro reato. Sono i quattro capi di imputazione con cui il procuratore, Alberto Liguori, e il sostituto, Raffaele Pesiri chiedono il processo per Aldo Maria Romboli, 40 anni, una vita nel tunnel della tossicodipendenza. Reo confesso, finito in carcere il 7 luglio scorso con l’accusa di aver ceduto il metadone che ha ucciso Flavio Presuttari, 16 anni, e Gianluca Alonzi, 15enne, da qualche mese ai domiciliari in una comunità terapeutica, Romboli comparirà di fronte al gup, Simona Tordelli, il prossimo 3 marzo.

L’udienza preliminare si svolge a tempo da record. A meno di sette mesi dalla tragedia costata la vita ai due inseparabili amici ternani, scivolati dal sonno alla morte ognuno nel proprio letto, il 7 luglio scorso, dopo aver assunto il metadone che l’indagato aveva in casa come utente del Serd. E che confesserà di aver venduto ai due giovanissimi amici in cambio di 15 euro. Ad assistere Aldo Maria sarà l’avvocato, Massimo Carignani, che potrebbe optare per riti alternativi.

La certezza è che l’avvocato, Fabio Massimo Guaitoli, legale della mamma di Flavio, in aula chiederà l’ampliamento dell’imputazione: “Mi batterò perché venga contestato formalmente l’omicidio - dice. Questa droga Romboli ha detto che la confezionava lui e che era una miscela artigianale composta da metadone e acqua. Per i periti della procura questa miscela, data a un neofita di assunzione, può uccidere, ma sono convinto che quel tipo di miscela non può essere letale. Per me c’era altro - aggiunge il legale - anche perché tracce di cocaina sono emerse dagli accertamenti tossicologici per cui è evidente che non si trattava solo di metadone e acqua”.

Il legale ha dubbi anche sulla versione fornita dall’indagato che, nel corso della sua ampia confessione, dichiarò che quella sera una parte della miscela contenuta nella bottiglietta la prese lui: “Non sapremo mai se è vero perché non ci sono persone che possano confermarlo o smentirlo” dice. All’udienza preliminare, per la famiglia di Gianluca, ci saranno gli avvocati Giuliano Migliorati di Viterbo e Maurizio Filiacci di Orte. Nella richiesta del processo per Romboli non c’è traccia dell’indagine con cui la procura sta approfondendo, dal giorno della tragedia, il percorso terapeutico che ha consentito ad Aldo Maria di avere la disponibilità del metadone per curarsi. Sostanza che, detenuta legalmente in quanto utente del Serd, ha confessato di aver ceduto due volte a Flavio e Gianluca. Un filone d’indagine ancora aperto, che fa parte di un altro fascicolo su cui la procura sta ancora lavorando senza sosta. Per verificare se c’è stato il rispetto delle regole che prevedono l’autogestione del tossicodipendente in cura e accertare se siano stati fatti passaggi mirati ad accertare l’affidabilità di chi ha avuto la possibilità di portarsi a casa il metadone per curarsi. 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA