Pronto soccorso del Santa Maria, l'alleanza con i medici della Asl per tagliare i tempi di attesa

Pronto soccorso del Santa Maria, l'alleanza con i medici della Asl per tagliare i tempi di attesa
di Umberto Giangiuli
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Venerdì 2 Dicembre 2022, 09:05

TERNI La novità della gestione di Andrea Casciari, nuovo dg dell'ospedale di Terni, si chiama progetto pilota: portare i medici di medicina generale che lavorano in Asl in una struttura vicina al Pronto soccorso, in modo da dirottare alle loro competenze i pazienti che si rivolgono al Pronto soccorso con patologie lievi. Tramontata l'idea di spostare dentro al Santa Maria la guardia medica - idea che era nata all'inizio della nuova gestione - si punta ora a questa nuova integrazione: «E' un progetto pilota - dice Casciari - il primo in Umbria e lo testeremo per tre mesi. Se funzionaerà diventerà un modello anche per gli altri ospedali». L'auspicio è quello di tagliare i tempi di attesa dei pazienti che si rivolgono al Pronto soccorso (oggetto di tante lamentele anche negli ultimi giorni), ben consapevoli - fa capire Casciari - che è la medicina di base che deve fare da filtro. Insomma, «non è che va tutto bene, c'è ancora tanto da fare», esordisce così il direttore generale che fa il bilancio dei suoi primi tre mesi al vertice del Santa Maria insieme al direttore sanitario Pietro Manzi e alla nuova direttrice amministrativa Maria Mariani. Oltre a progettare nuove strategie organizzative Casciari presenta una serie di dati e numeri per far capire il lavoro svolto. «Si è invertita la tendenza in questi primi tre mesi- continua il dg - I numeri sono in miglioramento nonostante l'aumento dei casi covid, ma siamo sulla strada giusta». Casciari fa capire anche che bisognerà mettere mano sui coordinatori che da 30 che erano, negli ultimi anni sono scesi ad appena 11. Da qui la ferma volontà da parte del dg di rivalutare questa figura partendo proprio dal Sitro (Servizio infermieristico, tecnico, riabilitativo e ostetrico) in modo di dare una guida alle diverse attività ospedaliere. Le lunghe liste d'attesa sono l'altro tasto dolente della struttura ospedaliera: secondo i dati forniti, però, si stanno assottigliando «grazie all'aumento delle prestazioni interventistiche non solo attraverso prestazione aggiuntive e l'integrazione con l'ospedale di Narni- spiega Casciari- ma soprattutto attraverso una revisione organizzativa- gestionale dell'intero percorso chirurgico». Ad ogni modo già da ora a Narni si fanno ventuno giorni al mese di interventi in sala operatoria, vale a dire un centinaio di pazienti che stavano aspettando interventi di chirurgia di bassa e media complessità vengono ora operati ogni mese.

Per il problema della presenza dei letti in corsia più osservazione breve e meno ricoveri è la nuova ricetta. «Con la riattivazione dell'osservazione breve intensiva (Obi) e l'integrazione con la medicina d'urgenza spiega Casciari- il paziente viene tenuto in osservazione per un massimo di 72 ore per poi essere dimesso ho mandato in reparto per ulteriori controlli. In questo modo non vengono ingolfati i reparti» . Tutto questo gira, però, sull'efficienza dell'emergenza urgenza che in futuro avrà tutt'altra veste con il suo ampliamento.
ALTA SPECIALITÀ
Questi sono alcuni dei punti toccati da Casciari in questi mesi. Il futuro prossimo dell'ospedale - dato che, a detta dell'ad, le scelte si compiranno a breve - passa anchei sulle scelte che dovrà fare la Regione e l'Università sui doppioni.
Casciari promette che l'Alta specialità resterà. Non è chiaro, però, chi guiderà i reparti: se l'Alta specialità resterà autonoma o sarà guidata - come alcuni temono - da Perugia.
La rivoluzione o, perlomeno, una robusta inversione di tendenza è cominciata. E l'ospedale di Terni può aspirare di tornare ad avere un ruolo centrale nel sistema sanitario del centro Italia.
 

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