Perugia, contratto settore alimentare. I sindacati: «Non tutti rispettano le regole»

Giovedì 3 Settembre 2020
PERUGIA - «Un contratto importante, arrivato dopo nove mesi di trattativa e in piena emergenza Covid-19, ma un contratto, ancora, non per tutti». Così i sindacati di categoria descrivono il nuovo contratto dell'industria alimentare che interessa in Umbria circa 10mila lavoratori, e che è stato sottoscritto lo scorso 31 luglio dai sindacati di settore, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, ma non riconosciuto da tutte le associazioni datoriali, influenzate dalla pressione (contraria) della nuova dirigenza di Confindustria.
«I lavoratori della Perugina, come quelli di Tedesco, Eskigel, Prontogreen, Colussi e altre importanti aziende, abbiano già visto in busta paga il “risultato” raggiunto con l'accordo (119 euro l'aumento economico concordato), mentre altri (quelli delle acque minerali, ad esempio, ma anche del settore mangimistico) ancora no». A Perugia ieri si è svolto l'attivo unitario di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil: «L’accordo c’è e va rispettato ovunque riconoscendo il grande lavoro svolto nell’emergenza. Il nostro obiettivo è che il contratto nazionale venga applicato in tutte le aziende, grandi e piccole, di tutti i settori - hanno detto Flai, Fai e Uila dell’Umbria, alla presenza del segretario nazionale della Uila Uil Pietro Pellegrini. Siamo in attesa delle risposte». © RIPRODUZIONE RISERVATA