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Perugia, chat per segnalare i posti di blocco: caccia ai balordi. Indagine per favoreggiamento

Perugia, chat per segnalare i posti di blocco: caccia ai balordi. Indagine per favoreggiamento
di Michele Milletti
2 Minuti di Lettura
Lunedì 9 Maggio 2022, 07:28

Caccia ai balordi. Perché la cosa non finisce e non può finire con la scoperta di una chat sui social network in cui si segnalano i posti di blocco di polizia, carabinieri e finanza.
Cinquemila e più persone che in tempo reale sono informate su controlli e attività delle forze dell’ordine: dietro quell’armeggiare troppo nervosamente sullo smartphone da parte di uno spacciatore cinquantenne arrestato in zona Pila dopo un inseguimento a tutto gas, gli agenti della squadra volante hanno scoperto un mondo.
Un mondo che evidentemente funziona al rovescio: invece di segnalare chi compie reati, si segnala chi tenta di prevenirli. Chi tenta di bloccare lo spaccio, o chi cerca di evitare che persone troppo alterate dall’alcol e dalle droghe finiscano per far del male a se stessi e agli altri.
GLI ACCERTAMENTI
Per tutto questo, è partita la caccia ai balordi. A chi ha pensato di mettere in piedi questa chat su Telegram, a chi ha dato un contributo attivo, e anche a chi di questo contributo ne ha approfittato perché ha qualcosa da spacciare o non vuole essere rintracciato. Si dice anzi che tra gli ideatori del canale “Segnalazione PG” con più di 5600 partecipanti, dove appunto venivano segnalati i posti di controllo delle forze dell’ordine, ci sia anche uno spacciatore.
Gli accertamenti e gli approfondimenti da parte della polizia sono partiti subito dopo aver bloccato l’uomo in fuga ed averlo beccato con le mani sullo smartphone mentre tentava evidentemente di avvertire la chat e i follower che le cose si stavano mettendo male. Approfondimenti necessari da un lato per porre fine a una forma di comunicazione social che evidentemente non può essere prorogata ulteriormente e che dall’altro si muovono con il codice penale alla mano. Perché anche se non esiste un’ipotesi di reato specifica, gli investigatori e gli inquirenti sono al lavoro per valutare eventuali responsabilità di natura penale. Cose sicuramente non facili da stabilire, ma il rischio per chi ha partecipato alla chat e soprattutto per chi ha effettivamente fornito informazioni o se ne è avvalso potrebbe essere una denuncia per interruzione di pubblico servizio o addirittura per favoreggiamento se persone con pendenze penali possano aver in un qualche modo usufruito proprio delle indicazioni arrivate dalla chat edunque possano essere sfuggiti a potenziali catture da parte proprio delle forze dell’ordine impegnate nei controlli del territorio in funzione anti balordi e criminalità.
CONTROLLI IN CENTRO
Di certo, dal virtuale al reale, c’è che i controlli della polizia non si fermano. Anche nel fine settimana appena concluso, dopo il briefing che ha individuato le situazioni da monitorare, gli agenti della questura assieme ai colleghi della polizia locale e dei carabinieri hanno vigilato le vie del centro, al fine di prevenire illegalità e di degrado, con grande attenzione anche agli orari di apertura e somministrazione dei locali.

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