Perugia, campane rumorose
Il Comune multa il prete

Sabato 21 Luglio 2018 di Luca Benedetti
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Il campanile della chiesa alla periferia di Perugia finito 
nel mirino della guerra dei decibel
PERUGIA - Le campane fanno rumore e il Comune multa il prete. Succede a Olmo, frazione di Perugia, dove le campane della parrocchia di San Giovanni Apostolo, sono da anni al centro di una querelle con alcuni residenti. Che hanno lamentato più volte un utilizzo un po’ disinvolto del richiamo alle funzioni religiose da parte del parroco, don Fabio Quaresima. Che adesso dovrà pagare una multa di 1.032 euro (più altri 11,76 delle spese di notifica) per aver superato i limiti dei decibel di legge in base agli accertamenti fatti dall’Arpa giusto cinque anni fa. Sì, non è uno scherzo, cinque anni fa dal 19 al 21 luglio 2013, andò in scena il monitoraggio fonometrico del suono delle campane.
La stangata la racconta l’ordinanza numero 850 dell’Area risorse ambientali-smart city e innovazione del Comune. Che ripercorre, in parte, la lunga vicenda iniziata più di cinque anni fa con alcuni passaggi chiave. Non solo il monitoraggio fonometrico dell’Arpa del luglio del 2013, ma anche l’ordinanza del 15 ottobre 2013 con cui palazzo dei Priori metteva il bavaglio alle campane. O meglio obbligava il parroco a ridurre, prima delle funzioni religiose, la durata dell’utilizzo delle campane «al fine di riportare i valori entro i limiti previsti dalla normativa». Anche in quel caso venne indicata una multa da pagare. Ma, naturalmente, la partita non è finita su quel rintocco di carta bollata firmata dal Comune. Perché il parroco contestò ordinanza e rilievi dell’Arpa e l’atto fu stoppato. Il prete azionava le campane e i contras contavano i rintocchi. C’è anche chi ne aveva contabilizzati, tra battuta della mezz’ora e dell’ora e richiami per le messe, più di trenta. Troppi? Dipende. Ma quando sono arrivati quelli dell’Arpa, fonometro in mano e legge in tasca, la partita ha piegato subito verso i contrari alle campane. Don Fabio ha impugnato, contestato, ha effettuato due audizioni assistito dal suo legale (l’ultima venerdì 6), ma alla fine da palazzo dei Priori è partita la multa. Anche cinque anni dopo? Sì, spiega il testo dell’ordinanza che ricorda come l’Arpa ha rilanciato il superamento dei limiti di legge. Sì, perché non sono ancora passati cinque anni dall’accertamento dei fatti e della violazione. Così al prete non restano che trenta giorni dalla notifica per saldare il conto dei decibel fuorilegge.
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