Orvieto, aggressione in carcere
quattro agenti rimasti feriti

Venerdì 4 Settembre 2020 di Monica Riccio
Orvieto, aggressione in carcere quattro agenti rimasti feriti

Ennesimo episodio di violenza all'interno della Casa di Reclusione di Orvieto. Nel pomeriggio di giovedì 3 settembre, un detenuto, che non aveva ottenuto un colloquio con la dirigenza dell'istituo di pena ha aggredito con inaudita violenza l’ispettore capo colpendolo in faccia e in testa con una serie di pugni, e tentando anche di mordergli un orecchio. Nonostante immediato è stato l'intervento di altri agenti per bloccare l'aggressore e riportarlo alla calma, alla fine il bilancio del pomeriggio di follia vede tre agenti finiti al pronto soccorso e dimessi poi con prognosi che vanno dagli 8 ai 30 giorni e un quarto, che ha riportato lievi lesioni, medicato nella infermeria interna. 

Dopo il fatto torna ad alzare la voce il segretario nazionale per l’Umbria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, Fabrizio Bonino. “Ancora una volta dobbiamo registrare una vile aggressione alla Polizia Penitenziaria per futili motivi alla casa di reclusione di Orvieto - spiega - ieri pomeriggio un detenuto italiano recluso nel carcere cittadino, per futili motivi legati alla possibilità di avere un colloquio con la dirigenza dell'Istituto, peraltro molto carente nella gestione delle criticità relative sia al personale che ai detenuti, ha aggredito improvvisamente l’Ispettore Capo di Polizia Penitenziaria incaricato della Sorveglianza Generale."

“Nel caso di Orvieto, differentemente da altri istituti - continua Bonino - va registrata la carenza e l’inadeguatezza, più volte portate all’attenzione del Ministero e del Provveditorato, dei vertici del carcere che, sommata al caos generalizzato diffuso in molti istituti della Repubblica, formano una miscela esplosiva per l’ordine interno e per la sicurezza del personale di Polizia  Penitenziaria. Il Sappe torna a denunciare le criticità di Orvieto e chiede l’avvicendamento del Direttore e dei due funzionari di Polizia Penitenziaria, non in grado di tutelare e rappresentare il personale. Il Sappe è comunque vicino e solidale con i colleghi feriti, con i quali si complimenta per aver evitato conseguenze ancora peggiori e per l’abnegazione con la quale ancora riescono a svolgere la propria professione, nonostante la lontananza di chi li dovrebbe tutelare e rappresentare”.

Anche Donato Capece, segretario generale del Sappe, esprime solidarietà e vicinanza al personale di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Orvieto ferito e contuso ed evidenzia: “quel che è accaduto, di una violenza inaccettabile, ci ricorda per l'ennesima volta quanto sia pericoloso lavorare in un penitenziario. Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato."
 

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