Il Comitato “Amici del Botto” di Orvieto lancia una petizione tra i cittadini contro l'ampliamento della cava "La Spicca"

Il Comitato “Amici del Botto” di Orvieto lancia una petizione tra i cittadini contro l'ampliamento della cava "La Spicca"
di Monica Riccio
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Martedì 17 Maggio 2022, 01:05

Il Comitato “Amici del Botto” di Orvieto continua la propria battaglia contro il possibile ampliamento della cava di basalto “La Spicca” lanciando una petizione tra i cittadini. Ormai si va avanti a carte bollate in attesa alla Conferenza dei Servizi che si terrà in Regione quanto prima, momento in cui si valuterà e si deciderà se l'ampliamento del sito estrattivo gestito alle porte di Orvieto dalla Basalto “La Spicca” Spa abbia o meno tutte le carte in regola per procedere al rinnovo della convenzione e all'ampliamento richiesto.

Dopo le osservazioni al progetto presentato in Regione, dopo il ricorso al Tar – Tribunale Amministrativo Regionale perché sulla vicenda appare mancante la necessaria Valutazione Ambientale Strategica (Vas), dopo un vincolo della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, che in marzo ha dichiarato di interesse particolarmente importante il Podere “Spicca”, un complesso storico che verrebbe demolito a seguito dell’ampliamento della cava, ma soprattutto dopo le tante proteste dei cittadini residenti nella zona, che sono stanchi del rumore, del traffico pesante, delle vibrazioni, in generale della attività del sito, del suo impatto ambientale e dei lavori connessi alla sua presenza, ormai trentennale nella zona, arriva la raccolta firme.

Nel testo della petizione il Comitato fa presente il «profilarsi di un nuovo scempio con un ampliamento della cava di circa 32 ettari per una durata prevista dell'attività di 20 anni; 32 ettari che se sommati a quella parte della cava già attiva – affermano - danno un totale di 70 ettari di terreno sconvolto per l'estrazione del basalto. Un progetto di ampliamento – come è scritto nella petizione - presentato nonostante diverse segnalazioni fatte negli anni passati, con esposti alle autorità competenti, dagli abitanti delle Velette e del Botto per i disturbi legati all'attività della cava, e dell'impianto di frantumazione, del quale peraltro si vogliono aumentare le ore lavorative e soprattutto i giorni lavorativi all’anno, così che nemmeno nei giorni festivi ci sarà un po’ di pace».

La petizione termina con un appello a tutte le forze politiche «per fermare questa nuova ferita che si profila per il territorio» e chiede a tutti i cittadini, «sia a quelli residenti nella zona che non, in definitiva a chiunque abbia a cuore il territorio e l’ambiente, di aderire alle iniziative. Il Comitato - si conclude - non è disposto a stare in silenzio di fronte a questa nuova e grave distruzione di un territorio che ha nel paesaggio uno dei maggiori suoi punti di forza».

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