Foligno, la movida funziona e diventa modello che fa scuola

Sabato 6 Gennaio 2018 di Giovanni Camirri

FOLIGNO - Il sistema movida made in Foligno fa scuola e diventa, come ricordato dal Prefetto Raffaele Cannizzaro nell’intervista a Il messaggero, un modello da replicare in altre realtà quantomeno della Provincia. Un sistema che è frutto di un attento coordinamento tra Prefettura Forze dell’Ordine, Comune, operatori commerciali e gli stessi cittadini. A spiegare ulteriormente il perché quel pacchetto di interventi funziona e rende la movida ancor più attraente e ben oltre i confini cittadini è il sindaco Nando Mismetti. “Quanto sottolineato dal Prefetto nell’articolo de Il Messaggero – spiega il primo cittadino – riassume i frutti di un serrato confronto tra la Prefettura, il Comune, le forze dell’ordine, gli esercenti e i cittadini. Per la “nostra” movida sono stati effettuati almeno due Comitati per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Posso sinceramente dire che s’è trattato in entrambe le occasioni di un momento di importante confronto in seno al quale si sono affrontate le situazioni per ciò che sono. Nessun allarmismo e nemmeno una sottovalutazione del fenomeno. E questo è stato uno dei punti vincenti. Foligno fa scuola attraverso una delle sue caratteristiche più forti: il confronto attraverso l’integrazione e la condivisione. In passato si fuggiva da questa città in cerca di qualcosa che era in altri territori. Ora c’è stata una totale inversione”. “Il terremoto del 1997 – prosegue Mismetti – ha da un lato aggredito la comunità locale e non solo colpendola da tanti punti di vista, ma le ha dato una forza di rinascita senza pari. I cittadini e la città hanno saputo rinascere, il centro storico è stato riqualificato e molto, scegliendo la residenza o la creazione di un’attività, sono tornati a viverlo. Le tante attività che sono nate, non soltanto in via Gramsci, la cosiddetta via della Movida, spiegano questa voglia di rivalsa costruttiva sulle ferite del sisma. Una rinascita che ha chiesto il giusto tempo, ha imposto un obiettivo di qualità e s’è mossa e continua a muoversi nel solco delle buone relazioni attraverso una necessaria serenità che passando per le buone relazioni diffuse permette di andare avanti insieme”. “I varchi elettronici – dice ancora Mismetti – hanno dato il giusto aiuto per avere un cotesto più pedonalizzato, e quindi più sicuro per chi sceglie di muoversi a piedi o in bicicletta passeggiando o pedalando in città. Ovviamente c’è ancora altro da fare. C’è da lavorare sul rapporto con i residenti dato che ora il centro vive nell’arco dell’intera giornata. Un grazie lo voglio rivolgere alle forze dell’ordine che da sempre svolgono le azioni necessarie con riservatezza, puntualità ed incisività garantendo la serenità alla nostra comunità cittadina. Dobbiamo mettere mano anche all’implementazione dei servizi igienici ed abbiamo anche installato altre tre telecamere di sorveglianza. La ricetta vincente è la collaborazione ciascuno nel proprio ruolo, tra Comune, operatori e cittadini”.

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