Foligno, Avis «donare è una scelta di vita e un progetto di salute»

di Giovanni Camirri
Foligno - In occasione della Giornata mondiale del donatore è stata posizionata giovedì mattina  a Foligno una targa, nell'area antistante il presidio ospedaliero San giovanni battista , nella quale si ricorda che "donare è una scelta di vita ed un progetto di salute". Presso la Direzione di presidio sono stati presentati dati e programmi dell’Associazione in Umbria. L’iniziativa è stata sostenuta dal sindaco del Comune di Foligno, il Direttore Generale della Unità Sanitaria Locale Umbria 2, l’assessore regionale alla tutela e protezione della salute, l’Avis Regionale dell’Umbria, l’Avis Provinciale di Perugia e l’Avis Comunale di Foligno. La Giornata mondiale del donatore di sangue è stata istituita nel 2004 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in occasione del 14 giugno, data di nascita di Karl Landsteiner, scopritore dei gruppi sanguigni e coscopritore del fattore Rhesus. Per il 2018 lo slogan scelto dall’Oms è stato “Sii disponibile per qualcun altro. Dona sangue e condividi la vita” La ricorrenza di questa giornata è per Avis un’occasione in Italia per ringraziare il milione e settecentomila donatori di sangue italiani che ogni giorno, su tutto il territorio nazionale, garantiscono la disponibilità di una risorsa terapeutica indispensabile per la vita di molti pazienti. Un particolare ringraziamento agli oltre trentunmilacinquecento donatori dell’Umbria e ai duemilacinquecento di Foligno. L’associazione ricorda inoltre, che ogni anno, nel mondo, vengono effettuate 92 milioni di donazioni di sangue. Quasi il 50% di queste avviene nei Paesi sviluppati, dove si concentra solo il 15% del totale della popolazione mondiale (fonti Oms). In Italia nel 2017 sono state effettuate oltre 2.500.000 donazioni di sangue di cui oltre 40.600 in Umbria: l’Avis Umbra ha contributo assicurando il 93% del raccolto. Per il terzo anno consecutivo in Italia le donazioni sono in calo, ma in Umbria il fenomeno è molto più evidente attestandosi oggi ad un meno 9,32 % rispetto allo stesso periodo del 2015: una delle ragioni è l’invecchiamento della popolazione ed il ricambio generazionale che vede i giovani con un minore indice donazionale; l’Avis Umbria ha iniziato ad attuare strategie volte ad impegnare l’associazione nella motivazione del nuovo donatore, nel servizio di chiamata programmata, di accettazione e fidelizzazione dei soci, ma da sola non potrà risolvere il problema se non con il diretto coinvolgimento delle Istituzioni: Regione, Province, Comuni, Aziende Sanitarie e Ospedaliere che spesso si limitano ad adottare atti di programmazione, piani regionali condivisi e validi, ma in gran parte disattesi. Occorre uno sforzo congiunto per risolvere il problema e l’Associazione non resterà a guardare confermando la sua disponibilità e collaborazione. Una particolare attenzione, infine, dovrà essere rivolta ad incrementare la raccolta di plasma, che oggi si pone nettamente al di sotto del livello di autosufficienza costringendo il nostro Paese, e la nostra Regione, a ricorrere al mercato dei medicinali plasma derivati con notevole impegno finanziario. «Per noi dell’Avis - è stato spiegato - donare è “una scelta di vita ed un progetto di salute”».
Giovedì 14 Giugno 2018 - Ultimo aggiornamento: 17:58

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