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Covid, una settimana con il record di morti per la quinta ondata

Covid, una settimana con il record di morti per la quinta ondata
di Fabio Nucci
3 Minuti di Lettura
Giovedì 10 Febbraio 2022, 07:11

PERUGIA Dopo quasi un mese trascorso con una media di 30 casi letali settimanali, la curva dei decessi ha trovato un nuovo picco dopo quello del 15 gennaio. Le cinque segnalate ieri mattina dalla Regione, portano infatti a 36 le vittime degli ultimi sette giorni. È l’ultimo nodo da sciogliere in vista del “liberi tutti” di cui in modo sempre più insistente si parla a livello nazionale, pur con l’incognita legata ai più fragili, non vaccinati compresi. Ieri intanto, lieve risalita dei ricoveri ordinari nel cui totale figurano 11 pazienti, tra gestanti e bambini.
Fortunato Bianconi, ingegnere del comitato tecnico scientifico regionale, lo aveva previsto nel suo modello di previsione: un carico di decessi compreso tra 1.660 e 1.690 casi totali, entro metà febbraio. Con le cinque vittime segnalate tra martedì e mercoledì, nei comuni di Amelia, Città di Castello, Panicale, Perugia e Terni, il totale è arrivato a 1.670, con la curva che ha toccato il nuovo picco. Negli ultimi sette giorni, infatti si sono registrati 36 decessi, il massimo di questa quinta ondata. È l’indicatore di gravità che si dimostra più viscoso in un quadro di generale contenimento dei contagi e una fase fluttuante ma sotto controllo dei dati ospedalieri. Tra martedì e mercoledì mattina, 4 ricoveri ordinari in più col totale risalito a 205: tra i degenti, anche 11 assegnati a Ostetricia-ginecologia e Pediatria, mentre 4 dei ricoveri non critici riguardano pazienti ricoverati per altre patologie. Sono invece due i posti letto di intensiva occupati in meno, con 9 assistiti in area critica con un ingresso nell’ultima giornata e una saturazione scesa al 7,1%. Parallelamente, prosegue la discesa della curva epidemica pur con un lieve rialzo nel totale dei nuovi contagi: 1.604 con l’incidenza abbassatasi a 1.083,6 positivi per 100mila abitanti. La discesa è più veloce in provincia di Perugia dove, esclusi quelli “importati”, l’indicatore segna 1.007 casi, contro i 1.066 di Terni. A livello territoriale, solo Polino ha un dato superiore a 2mila, mentre tra le città più grandi Amelia presenta il dato maggiore (1.628). Nessun nuovo contagio negli ultimi sette giorni, a Monteleone di Spoleto, Poggiodomo e Vallo di Nera.
Una situazione che dal punto di vista epidemiologico, quindi, volge al meglio anche considerando la pur lenta riduzione degli attualmente positivi che, grazie ai 1.910 guariti segnalati nell’ultimo bollettino, ha ridotto a poco più di 17mila il totale dei casi attivi, con una riduzione, rispetto a una settimana fa, del 24% superiore al trend nazionale (-22%). Nonostante l’elevata numerosità, in 27 giorni il picco - registrato il 13 gennaio con 35.044 casi – si è dimezzato. Un tempo mediamente più basso rispetto a quello servito nella terza ondata: a febbraio 2021 servirono 49 giorni per dimezzare il totale dei casi attivi (picco a 8.545, dopo la diffusione delle varianti inglese e brasiliana). Un aspetto confortante in vista dei possibili allentamenti delle misure anti-Covid. «Siamo in una fase in cui la maggior parte della popolazione è protetta perché vaccinata o guarita – spiega il microbiologo Andrea Crisanti – e questo è il momento migliore per liberalizzare tutto, perché siamo protetti e tra 4 o 5 mesi lo saremo meno». L’accademico sostiene anche tuttavia che la ripresa delle attività dovrà avvenire «all’interno di un sistema che sappia proteggere i più fragili».
A proposito di protezione, tra lunedì e martedì sono state iniettate quasi 7mila dosi. L’altro ieri 260 prime dosi, 1040 seconde e oltre 1900 booster. La copertura aggiuntiva ora interessa 552mila umbri, il 77,4% degli immunizzati con ciclo primario. Considerando chi è in attesa di richiamo, l’85,1% dei residenti è coperto almeno parzialmente.

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