Covid, quasi mille morti. L'infermiera di Codogno: «Sono qui perché mamma è di Perugia»

Covid, quasi mille morti. L'infermiera di Codogno: «Sono qui perché mamma è di Perugia»
di Egle Priolo
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Lunedì 22 Febbraio 2021, 07:45

PERUGIA - Altri undici decessi in ventiquattro ore. È il drammatico bilancio delle vittime da coronavirus in Umbria che continua a impennarsi: con questi undici morti, infatti, il totale dei decessi dall’inizio della pandemia – 983 - si sta avvicinando a quota mille. Un limite anche solo psicologico, ma ragionare a quattro cifre, quando la prima ondata non aveva lasciato strascichi così tragici, continua a far paura. Le perdite sono sei di Perugia e una ciascuno di Città della Pieve, Marsciano, Deruta, Todi e Passignano. 

In base agli ultimi dati forniti dalla Regione e aggiornati a ieri mattina, sono stati 270 i nuovi positivi registrati in un giorno, che portano il totale a 42.992. Risultati ottenuti analizzando 3.368 tamponi e 2.244 i test antigenici. Con un tasso di positività totale del 4,8 per cento (quasi dimezzato rispetto a sabato, quando la percentuale era del 7,67) e dell’8 per cento sui soli molecolari (10,9 il giorno precedente). Sono stati segnalati anche 231 guariti, con la curva dell’andamento degli attualmente positivi che continua a essere in crescita: domenica erano 28 in più rispetto a sabato e il totale è di 8.548. 
Tra questi meno di un quarto sono nel solo comune di Perugia dove, a ieri, risultano 1.987 attualmente positivi, un numero che continua a essere alto ma in discesa rispetto ai giorni precedenti. 
Un trend confermato anche dall’incidenza nelle due province: se a Perugia negli ultimi due giorni c’è stato un calo da 279 a 274 casi, i valori sono ora in salita nel Ternano, dove passano da 72,5 a 79,2. In tutta la regione, poi, aumentano anche i ricoverati in ospedale: i sei in più in giorno portano il totale a 551, ma per fortuna diminuiscono i posti occupati in terapia intensiva, che scendono a 83 (tre in meno rispetto ai dati di sabato). 

I RINFORZI
Sono arrivati ieri sera a Perugia e Spoleto i 19 tra medici e infermieri di rinforzo dalla Lombardia. A Perugia sono stati ricevuti dal dg della Sanità regionale, Claudio aArio, a Spoleto dal sindaco Umberto De Augustinis e dai vertici della Asl 2. Tra di loro anche Simona Ravara, l’infermiera di Codogno in turno quando è iniziato tutto, ha origini umbre: «Mia mamma – ha detto - è di Perugia, quindi la mia è stata una scelta di cuore e di dovere». A Spoleto sono arrivati anche Davide Giustivi, l’infermiere «fuoriclasse» che a Lodi capiva le difficoltà respiratorie dei pazienti senza bisogno di sentire il bip del monitor, il dottor Francesco Bottazzini, anestesista al Maggiore di Milano e la dottoressa Francesca Reali, dirigente medico al Pronto soccorso di Lodi.

LE VARIANTI 
«Nelle Regioni dove si è registrato un rapido aumento dei casi come Abruzzo, Marche, Toscana e Umbria, oltre che nelle Province autonome di Trento e Bolzano, le varianti di Sars-Cov-2 sarebbero, secondo le simulazioni sull’andamento dei ricoverati, già tra il 40 e il 50% del totale dei positivi. Questo trend è in aumento». A dirlo è il fisico Corrado Spinella, direttore del Dipartimento di Scienze fisiche e tecnologie della materia del Cnr, grazie a una simulazione basata su un algoritmo definito «Scova-varianti» di Sars-Cov-2, che è stato sviluppato dal suo team del Consiglio nazionale delle ricerche e che aggiorna il sistema di calcolo da loro stessi realizzato per monitorare l’evoluzione della malattia. E proprio l’esperto del Cnr spiega come «senza alcun’altra misura di contenimento dei contagi di Sars-Cov-2, nelle Regioni che si trovano già ad avere il virus variato almeno al 50%, la variante a maggiore contagiosità sostituirà pressoché totalmente la versione “standard” nell’arco di un mese e mezzo a partire da oggi. Dunque, a fine marzo». 

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