Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Con il lockdown a casa rischio ossessione del cibo, ecco una dieta per salvarsi

Con il lockdown a casa rischio ossessione del cibo, ecco una dieta per salvarsi
di Cristiana Mapelli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 25 Febbraio 2021, 12:15

PERUGIA - Contro obesità, sovrappeso, che durante il lockdown sono in continua crescita, e le malattie cardiovascolari l’unica strada e un’alimentazione sana ed equilibrata nel piatto. Come spiega la nutrizionista biologa Melissa Finali (www.nutrizionistiperlambiente.it)fa chiarezza.

Dottoressa, il lockdown ha migliorato la forma fisica o ha portato qualche chilo di troppo? 

«In questi mesi di pandemia ho notato comportamenti agli estremi e poche mezze vie. C’è chi si è impegnato a cucinare genuinamente e si è dedicato allo sport. Poi c’è chi, dal punto di vista psicologico, ha accusato l’isolamento e la mancanza di socialità, e si è lasciato andare. Il risultato è stato qualche chilo in più e il morale a terra».

Qualche linea guida?

«Tutti i pasti principali (colazione, pranzo e cena) devono essere ben bilanciati e contenere la giusta quantità di tutti macronutrienti, ovvero carboidrati, proteine e grassi salutari». 

Qualche esempio di un pasto ben organizzato?

«A pranzo un piatto di pasta, o meglio ancora un cereale (riso, farro, orzo, miglio) con un sugo di pesce o legumi, condito con olio extravergine e anticipato da un piatto di verdure crude che, in quanto le fibre delle verdure abbassano l’indice glicemico».

E a cena?

«Aumentiamo la porzione proteica e l’abbiniamo ad una parte più piccola di carboidrati. In molti gradiscono il  piatto all’orientale, ovvero carne, verdure e un po’ di riso. Ovviamente, se lo desideriamo, possiamo invertire le tipologie di pasto».

A cosa dobbiamo fare attenzione?

«Tirare la cinghia in maniera ossessiva difficilmente dà i risultati sperati. Fare troppi sacrifici può avere l’effetto contrario perché l’organismo va in allarme e “mette i mori al minimo”. Il risultato è che non si perde nemmeno un etto e per perdere peso dobbiamo riattivare il metabolismo». 

Capitolo dolci: quanti mangiarne? 

«Non diciamo di no ad un dolce se ci va, ma scegliamo quelli genuini. Nessuno ci vieta di fare colazione con pane e una marmellata dolcificata con succo di mela o con un dolce cucinato da noi dove utilizziamo come dolcificanti la banana. Prediligiamo l’inserimento di questi snack dolci nella prima fascia della giornata e non la sera».

Sì a qualche golosità?

«La cosa fondamentale è non arrivare all’estremo del controllo eccessivo. Concediamoci una volta a settimana un pasto libero in cui mangiare la cosa che ci piace di più, come la pizza preferita».

Cosa consiglia?

«Evitare il fai da te nella restrizione calorica eccessiva ma di affidarvi ad un professionista che costruirà una alimentazione personalizzata per raggiungere un risultato.  E ricordiamo che lo sport è la strategia che funziona meglio se vogliamo concederci qualcosa di più».

Come a dire non esagerare nei comportamenti?

«La cosa fondamentale è non arrivare all’estremo del controllo eccessivo. Concediamoci una volta a settimana un pasto libero in cui mangiare la cosa che ci piace di più».

© RIPRODUZIONE RISERVATA