Barazzutti e la top ten di Fognini: «Fabio ora non deve fermarsi qui»

Mercoledì 5 Giugno 2019 di Gianluca Cordella
«Finalmente non sono più l’ultimo. La top ten di Fabio è un bene per tutto il tennis italiano». Corrado Barazzutti si libera delle statistiche che per 41 lunghissimi anni lo hanno celebrato come l’ultimo azzurro in grado di entrare tra i primi dieci tennisti del mondo. E gioisce per il movimento italiano e per l’uomo Fognini, «al quale sono contento di aver dato un mano a diventare il giocatore che è». Fin troppo facile dire che giocatore è, ora, il ligure. «Uno forte, semplicemente - spiega il capitano dell’ItalDavis - Che adesso non deve accontentarsi. Vorrei che Fabio non vedesse questo piazzamento come un punto di arrivo, ma come un trampolino per saltare ancora più in alto. Il potenziale per farlo ce l’ha». E lo ha dimostrato quest’anno con l’exploit di Montecarlo che rilancia il tormentone: un tennista con quel talento non è forse esploso troppo tardi? «Mah...Difficile dirlo. Il potenziale lo ha sempre avuto, ma le cose spesso sono il risultato di una serie di fattori e alla fine accadono semplicemente quando devono accadere. Io sono contento che sia accaduto». Anche perché, a ben vedere, non è facile puntare a una top ten che poi è una top seven considerando che Djokovic, Nadal e Federer tre di quei dieci posti li monopolizzano da anni. «Eh ma alla mia epoca c’erano Borg, McEnroe, Vilas, Connors... Non è che mancasse la gente in grado di monopolizzare...». I campioni del passato e quelli del futuro. «Fabio come apripista? Speriamo. Abbiamo dei ragazzi fortissimi tra i giovani e tra i giovanissimi. Non faccio i nomi tanto si sanno già. La speranza è di trovare tra loro il prossimo top ten azzurro. Credo che abbiamo ottime possibilità». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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