CORONAVIRUS

Veretout: «Roma è morta. A mia figlia ho detto che c’è la bestia nell’aria»

Sabato 21 Marzo 2020 di Gianluca Lengua
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«Roma è morta». Sintetizza così la situazione Jordan Veretout costretto anche lui a casa come tutti gli italiani assieme alle due figlie e alla moglie. La paura di essere contagiati dal Covid-19 è tanta e il centrocampista ha fatto assoluto divieto a tutti di uscire anche solo per andare nel giardino della sua villa a Casal Palocco: «Torniamo alle basi, alla famiglia, ai bambini. Tra dieci giorni diventerò un leader per bambini...Realizziamo disegni, giochi da tavolo, abbiamo organizzato una caccia al tesoro. Balliamo e giochiamo nascondino. Quando i giochi saranno esauriti, le mie figlie mi taglieranno i capelli. In questo momento, anche loro sono confinati. L’ultima volta la mia figlia più grande, prima di uscire in giardino, mi ha chiesto: "Papà, c'è la bestia fuori?" Le ho risposto: "Sì, ma non possiamo vederlo, è una piccola bestia nell'aria”. Cerchiamo di spiegarglielo senza spaventarla troppo», ha detto in un’intervista all’Equipe. Anche la città chiassosia si è presa una pausa, è ferma, irriconoscibile: «Roma è quasi morta. Di solito è una città sempre affollata, occupata. Le grandi piazze, il Vaticano, bisogna davvero immaginarle sempre piene. Nel mio quartier c'è sempre rumore di fondo. Lì, quando esco in giardino con le mie figlie, c'è una sensazione di vuoto, di niente, è un po’ spaventoso. Ma viviamo così ora. È complicato vedere le immagini degli ospedali o legate al virus, preferisco vedere quelle dei balconi dove si canta. Non sono sorpreso, gli italiani mostrano sempre solidarietà ed è molto bello”. Battute finali dedicate al calcio». 
IL CAMPO
È difficile anche non poter giocare a calcio, allenarsi con i compagni nel centro sportivo, scendere in campo davanti ai propri tifosi.. Veretout come i suoi colleghi si allena a casa il più possibile per farsi trovare pronto il giorno del rientro in campo: «È la mia passione, quindi necessariamente mi manca.  Questo ritmo, con allenamento e partite, è la mia vita. Abbiamo un programma di allenamento basato su corse e altre cose ma che non sostituisce una sessione collettiva e il piacere del gioco. E il calcio riguarda le emozioni da condividere con il pubblico. Mi manca».

Ultimo aggiornamento: 15:00
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