ROMA

Ferretti: «Tempi stretti per l’Europeo Nicolò torni solo quando sarà al 100%»

Martedì 14 Gennaio 2020 di Romolo Buffoni
Andrea Ferretti, professore di Ortopedia e Traumatologia, direttore della Scuola di Specializzazione all’Università Sapienza di Roma, è il responsabile dell’Area Medica della Nazionale azzurra.
Dottore, Nicolò Zaniolo può recuperare per gli Europei?
«Tifiamo tutti per lui ma i tempi sono molto stretti. Però la Roma ha scelto la strada migliore: operazione immediata, affidata a un chirurgo di altissimo livello anche per la riabilitazione. E poi in Italia siamo al top per questo genere di interventi».
Sarà perché da noi questo genere di infortunio ha un’incidenza più alta che altrove? Addirittura due nel solo Roma-Juve...
«I dati sono importanti, ma bisogna analizzarli in chiave statistica. Un mio studente sta per discutere una tesi in cui ha catalogato 150 casi diversi di rottura dei legamenti crociati anteriori in calciatori professionisti di tutto il mondo. Non bisogna farsi trascinare dalle emozioni del momento».
Eppure la Roma in questi ultimi anni sembra particolarmente bersagliata. Un caso?
«A quanto mi risulta a Trigoria hanno fatto di tutto e di più per correre ai ripari. Ma quando la sfortuna si accanisce...».
Tempo fa questo era “l’infortunio degli sciatori”. Perché oggi è diventato frequente anche nei calciatori?
«Vero, ma se lo sciatore si fa male quando cade nel calcio sono fatali i cambi di direzione. Come nello slalom di Zaniolo domenica sera. Dalle immagini si vede che il cedimento avviene prima dell’impatto con gli avversari. Nel calcio le rotture da caduta sono meno del 30% dei casi».
La colpa può essere di quadricipiti femorali troppo sviluppati per l’articolazione?
«No, anzi. Di solito la muscolatura protegge».
Si gioca troppo?
«Questo è un dato di fatto e vale per tutti i tipi di infortunio».
Possibile che Zaniolo abbia rischiato giocando nonostante il dolore al ginocchio che lo aveva messo in dubbio?
«No perché il crociato non si rompe sul dolore. È un incidente asintomatico».
I campi duri?
«Possono essere un problema: il piede si pianta e il ginocchio si torce. Faccio parte di un gruppo di ricerca che sta studiando tacchetti deformabili».
Stanno diventando frequenti anche le ricadute. C’è il rischio di recuperi troppo affrettati?
«La chirurgia ricostruttiva deve fare i conti con tempi biologici che variano da individuo a individuo. Zaniolo si prenda il tempo che gli serve e tornerà al 100%».
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