Roma, doppia allerta per Genova: maltempo e l'ex Ranieri

Domenica 20 Ottobre 2019 di Ugo Trani
dal nostro inviato
Marassi fa il pieno per Sampdoria-Roma. Non di pubblico, però. C’è comunque altro e in abbondanza per prendersi la scena nell’ottava giornata di campionato. Lo stadio Ferraris, nel pomeriggio in cui riapre dopo la sosta, non si vuole far mancare niente. Basta pensare alla domenica degli allenatori: Ranieri, nel giorno del suo 68° compleanno, debutta da blucerchiato (17° club in carriera, con bis a Valencia e a Trigoria, più la Grecia) proprio contro la squadra del cuore che ha lasciato solo 5 mesi fa; Fonseca, squalificato per la protesta plateale alla fine della gara con il Cagliari, sale invece in tribuna, delegando la guida al vice Nuno Campos (ricetrasmittente al tattico Tiago Leal che, ascoltato il tecnico, girerà ogni aggiornamento in panchina). Dentro la sfida pure il 4-3-1-2 doriano e quindi il ritorno al passato (Giampaolo), Dzeko mascherato, Kalinic verso la prima da titolare in campionato, Perotti finalmente convocato e Ferrero separato in casa. Come se non bastasse, anche il rischio del rinvio: il maltempo si è accanito sulla Liguria per dare il peggio di sé proprio durante il match. Dal Comune, però, in serata apertura all’ottimismo: a meno di ulteriore ribaltone atmosferico, in campo come da programma alle ore 15. L’allarme meteo rimane sempre da monitorare. Alla vigilia allerta gialla e quindi situazione, in città e fuori, sotto controllo. Dalla mezzanotte, però, è diventata arancione. E dopo le 17, sarà addirittura rossa. Ma a partita conclusa. Di qui il sereno (il quasi via libera) arrivato a fine giornata.

MAL DI GOL
Scontato che la Sampdoria (ultima in classifica con 6 ko) minimizzi la questione meteorologica soprattutto se paragonata a quanto vissuto qui in passato e spinga per giocare, anche considerando l’emergenza che penalizza Fonseca in questo viaggio. Alla Roma (fuori dalla zona Champions), di conseguenza, non dispiacerebbe invece di tornarsene a casa senza nemmeno entrare a Marassi. Dove Dzeko, intanto, si presenta in maschera, con la protezione in carbonio da sistemare, se dovesse scendere in campo, sulla faccia a difesa della doppia frattura allo zigomo destro. Il centravanti è stato operato lunedì 7 ottobre e il chirurgo gli ha consigliato di non avere fretta. Fonseca lo ha inserito tra i 21 convocati, avendolo visto convinto in allenamento. Kalinic, schierato titolare a Graz contro il Wolfsberger, spera di avere la stessa chance in campionato. Magari per interrompere il digiuno: ultima rete a gennaio, in Coppa del Re, contro il Girona. Anche i giallorossi hanno perso efficacia (media di 3 gol a partita nei primi 4 match stagionali, di 1 nei successivi 5). «Non sono preoccupato. La squadra crea: 10 le occasioni avute contro il Cagliari. Ma lavoriamo per migliorare nella finalizzazione» ha ammesso l’allenatore. La dipendenza da Dzeko, 4 reti in questo torneo più 1 in Europa League, è accertata, anche se la statistica fa coraggio al gruppo (11 vittorie e 4 pari nelle 15 partite di campionato senza Edin, media gol che da 1,9 sale a 2.6). Pastore cerca spazio, ma per il tridente c’è pure il recuperato Florenzi. Nel giorno in cui ritrova Perotti, fermatosi 2 mesi fa, l’allenatore invia il suo messaggio a chi governa il movimento in Italia e all’estero: «E’ difficile giocare così tanto in così poco tempo. Si stanno colpendo i grandi giocatori che non hanno tempo per riposare. I troppi recenti infortuni dimostrano questo. Chi gestisce il calcio dovrebbe riflettere». Consiglio a Under, dopo per il saluto militare pro Erdogan: «Come dice Valdano, sport e politica non devono stare nello stesso letto».


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