Kessie spento e macchinoso, Suso smuove le acque

Domenica 15 Settembre 2019 di Matteo Sorio
PAGELLE MILAN
 
DONNARUMMA 6,5
Provvidenziale (e a posteriori decisivo) su Zaccagni quand’erano passati giusto otto minuti.
 
CALABRIA 5,5
Più sicuro di Rodriguez, colpisce un palo ma nel finale per poco non regala al Verona un rigore.
 
MUSACCHIO 5,5
Parole di miele, da Giampaolo, prima del match: «È un giocatore forte, ha buona leadership, non sottovalutatelo». Qualche svista, però, se la concede.
 
ROMAGNOLI 6
Nel 2019 il Milan è la squadra di A con meno gol subìti, 17 in 21 gare. Lui, in azzurro, rimane seduto: col Diavolo, governa il reparto. A Verona lo fa abbastanza bene, firmando alcune chiusure puntuali. Però l’infilata che lui e Musacchio prendono da Verre, nel primo tempo, grida vendetta.
 
RODRIGUEZ 5
Più d’un tremore in eccesso, lì a sinistra, specie fra incipit e intervallo. E quando scocca l’ora si dimentica Verre, che colpisce (bontà sua) il palo.
 
KESSIE 5,5
Spento. Fermo. Macchinoso. Non sembra mai entrare davvero in partita.
 
BIGLIA 6
Recuperato dall’infortunio, Giampaolo lo spedisce subito in cabina di regia. Partita da 6 politico perché il gioco non decolla quasi mai.
 
CALHANOGLU 5,5
Fantasista arretrato, da mezzala (a sinistra) potrebbe cavalcare gli inserimenti. Invece è tiepido nei pensieri e nelle gambe. I primi 10’ li passa a litigare col campo e i tacchetti, sbagliando pure alcuni appoggi pericolosi. Cresce alla distanza e provoca il rigore trasformato da Piatek.
 
SUSO 7
La domanda è semplice: se non ci fosse lui? Cerca sempre nla sua mattonella, come contro il Brescia, ed è l’unico, prima dell’ingresso di Rebic, a smuovere le acque.
 
PAQUETA’ 5
Novità (annunciata) per il ventiduenne di Rio: gioca più vicino alla porta. Ma non incide quasi mai.
 
PIATEK 6
Il Pistolero si sblocca. Prima del rigore, di biglie buone gliene capitano giusto un paio. Sembra ancora un corpo estraneo dentro l’assimilazione del gioco di Giampaolo. E forse, quando chiede qualche lancio in profondità in più, non ha tutti i torti.
 
REBIC 6,5
Fa un bell’effetto sul match, nel senso che ci si tuffa dentro correndo molto, puntando l’avversario, creando un po’ più di ritmo.
 
ALL.: GIAMPAOLO 5,5
Vittoria di misura, fin troppo sudata, per un Milan cui sembrano mancare ancora un nucleo solido di riferimenti dalla mediana in su e la dose adeguata di personalità.
 
PAGELLE VERONA
 
SILVESTRI 6
Va all’intervallo senza aver parato niente. Nella ripresa cade solo sul penalty di Piatek. Su cross e calci d’angolo, in presa alta, c’è sempre.
 
RRAHMANI 6
Il kosovaro, classe ’94, è una delle note liete del Verona di Juric. Lotta ed esce stanchissimo.
 
KUMBULLA 6
Tutti lo chiamano Max. Anni 19, famiglia d’origini albanesi, lui nato e cresciuto a Peschiera, sponda veronese del lago di Garda. Nella cantera dell’Hellas fin da piccolo, oggi stazza da centrale e piede educato. Dirige bene il reparto e ogni sofferenza pare fisiologica vista l’inferiorità numerica.  
 
GUNTER 6
Buona partita anche lui. Unico neo, il fallo di mano su tiro di Cahlanoglue: rigore, gol del Milan, fine della resistenza.
 
FARAONI 6
Calhanoglu non gli provoca chissà quali affanni. Nel secondo tempo subisce gioco forza l’urto del Milan.  
 
AMRABAT 6,5
Il Bruges non voleva venderlo, lui s’è impuntato per venire all’Hellas e diventare, subito, uno dei centrocampisti più veloci di A. Dimostra di avere fisico, spirito di sacrificio, buona capacità coi piedi.
 
VELOSO 6,5
Juric l’ha voluto fortemente e si capisce perché: è il simbolo di un Verona che non arretra di un centimetro.
 
ZACCAGNI 6,5
Per lunghi tratti è fra i più briosi dell’Hellas.
 
VERRE 7
Per poco non diventa re per una notte: lancio dalla difesa, stop sublime e destro al volo che finisce sopra la testa di Donnarumma. E non è l’unica cosa bella della sua partita.
 
5 STEPINSKI Dai «cugini» del Chievo per 5.5 milioni, debutta facendosi espellere dopo venti minuti. L’intervento su Musacchio è involontario, cerca la palla ma trova il volto del difensore rossonero: involontario ma anche goffo, e Manganiello, dopo essere andato a rivederla, opta per il rosso.
 
ALL.: JURIC 6,5
Il Verona ha già la grinta del suo tecnico. Anche col Bologna, in 10 contro 11 per gran parte del match, i suoi erano usciti tra gli applausi del Bentegodi. In ottica salvezza, un’ottima base da cui partire.


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